In alto mare. Altissimo, per i Riformatori, che hanno abbandonato il vertice regionale del centrodestra e minacciano di andare da soli almeno a Iglesias e a Quartu. Il tavolo regionale delle forze politiche di maggioranza non produce un solo risultato, solo voci, pretese, rivendicazioni e, nel complesso, un'aria pesante a dieci giorni dalla presentazione delle liste. Il Pdl non riesce ancora a risolvere la questione del candidato presidente della Provincia di Cagliari: il confronto fra Piergiorgio Massidda e Giuseppe Farris (gli unici rimasti in corsa) regala una sola certezza, quella che Massidda correrà anche senza il Pdl alle spalle.

Doveva essere un incontro decisivo, invece si è stabilito di rivedersi giovedì sera, dopo la direzione nazionale del Pdl, fissata per le 10. La sensazione, anche secondo i protagonisti, è che l'investitura del candidato su Cagliari sbloccherà una serie di meccanismi ancora inceppati.

CHI C'ERA Per il Pdl erano presenti il coordinatore Mariano Delogu, il deputato Salvatore Cicu e il capogruppo Mario Diana. Franco Cuccureddu e Davide Galantuomo per l'Mpa, Mario Floris per l'Uds) e Raffaele Farigu del Nuovo Psi, quindi l'Udc rappresentato dal coordinatore Giorgio Oppi e dal consigliere Nello Cappai, i Riformatori da Michele Cossa, Gianni Giagoni e Pierpaolo Vargiu. Il segretario nazionale Giovanni Colli e il vice Pietro Sanna rappresentavano il Partito sardo d'azione.

IL CASO L'uscita di scena dei Riformatori fornisce del cartello politico un'immagine confusa. Il partito, da subito vicinissimo al presidente Ugo Cappellacci, chiedeva l'appoggio della coalizione per un proprio candidato in Gallura (l'assessore regionale al Turismo, Bastiano Sannitu) e a Quartu (il consigliere comunale Gabriele Marini), obiettivi che il tavolo regionale non ha condiviso. Visto il clima, e fatti i conti, Cossa ha indicato l'uscita ai due colleghi. «Non ci è stato dato alcuno spazio», dice il coordinatore, «a Iglesias candideremo Roberto Frongia, a Quartu Marini». A vertice concluso, il senatore Delogu ha cercato di stemperare i toni: «Spero di recuperare il rapporto con un alleato leale come i Riformatori, faremo tutto il possibile per trovare una via d'uscita».

I NOMI È stato il deputato Cicu a riassumere il quadro della situazione, in avvio di confronto. Uno scenario che, come ricordato, non ha convinto affatto i Riformatori. Su Cagliari il confronto resta aperto, l'impressione è che Farris riceverà l'investitura ufficiale domani (a Roma è in programma una ristretta riunione decisiva) con il tentativo di riportare Massidda fra i ranghi. Seppure, a favore della candidatura del senatore, su Facebook la mobilitazione stia diventando impressionante, con personaggi anche di peso a premere sui vertici del Pdl. Nel Medio Campidano, il Pdl potrebbe presentare l'ex deputato di An Francesco Onnis, per il Sulcis ieri è circolato il nome di Giuseppe Madeddu - Pdl, ma vicino a Oppi - e a Oristano (qui siamo di fronte a una certezza) il Pdl proporrà agli elettori Massimiliano De Seneen, coordinatore provinciale. Pasquale Onida cadrebbe in piedi, perché per lui sarebbe stata studiata una candidatura al Senato con l'Udc. L'Ogliastra, nello scacchiere del centrodestra, sarà appannaggio dei sardisti: il ballottaggio è fra Tanino Melis, segretario provinciale del partito, e Giorgio Murino, della segreteria nazionale. Qui, i Riformatori avrebbero voluto l'appoggio per Giampiero Muceli, sindaco di Cardedu. L'Udc si consola con il candidato sindaco a Iglesias (Gino Perseu o Paolo Fogu), mentre a Sassari - Comune e Provincia - le correnti interne al Pdl non permettono una riflessione serena. In Gallura spazio al Pdl (Tonino Pizzadili), a Quartu, infine, Mauro Contini (Pdl) sfiderà il sindaco uscente.

ENRICO PILIA
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