Centri per il rimpatrio, il Governo punta all’ampliamento: «Più posti anche in Sardegna»
L’annuncio del ministro dell’Interno Piantedosi durante il question time alla CameraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Stiamo lavorando all'attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, in Sardegna e nel Lazio. Abbiamo avviato, inoltre, le procedure per realizzare nuove strutture: una in Campania, due in Trentino Alto Adige, una in Calabria, una in Toscana e una in Emilia Romagna».
Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, al question time alla Camera in merito ai Centri di permanenza per il rimpatrio.
«La quasi totalità dei soggetti ad oggi trattenuti nei Cpr italiani - il 90% - risulta denunciato per reati di droga, anche commessi in forma associativa. Di questi, circa il 30% ha anche precedenti per furti e rapina, il 25% per reati contro la persona, tra cui violenza sessuale anche su minori, il 33% per porto e detenzione di armi».
«Ci sono poi soggetti trattenuti con precedenti per omicidio e lesioni e altri pericolosi per la sicurezza nazionale», ha aggiunto Piantedosi specificando: «Da quando ci siamo insediati il numero dei rimpatri totali è cresciuto di oltre il 40%. E in questi primi mesi dell'anno il dato è ancora in crescita di più del 30%, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Ma soprattutto è cresciuto il rapporto percentuale tra immigrati irregolari sbarcati e rimpatriati: siamo passati dal 3% del 2023 al 10% del 2025 e addirittura al 33% dall'inizio dell'anno».
(Unioneonline/A.D)
