16 marzo 2011 alle 16:58aggiornato il 16 marzo 2011 alle 16:58
Caritas, aumentano i nuovi poveri:la crisi colpisce le famiglie oristanesi
Alla povertà di sempre, dovuta alla mancanza di lavoro e di fonti di sostentamento, si sono aggiunte in questi anni nuove forme di povertà dovute alla crisi ed alla impossibilità per singoli e famiglie con bassi redditi di far fronte alle necessità. E' il quadro emerso dal Dossier sulla povertà nella Diocesi di Oristano presentato dal direttore della Caritas oristanesePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La crescita delle nuove povertà emerge dai dati elaborati sulla base dei colloqui con le 398 persone che si sono presentate, nel 2010, al Centro di ascolto della Caritas. Alcune una sola volta, altre anche cinque, 10, e persino 20 volte. Se i "vecchi poveri" continuano a chiedere soprattutto beni primari, cioè vestiti e generi alimentari, i "nuovi poveri" si trovano spesso a fare i conti con problemi che nascono dalla crisi economica. Sono persone che un lavoro l'avevano e lo hanno perso, o che un lavoro o una pensione li hanno ancora ma il reddito non basta a garantire lo stesso tenore di vita. Sono le vittime della "povertà inattesa", ha spiegato il Dossier che, alla vecchia povertà, aggiunge anche la povertà esistenziale, la povertà nascosta o sommersa (quella di chi per vergogna o per orgoglio non si rivolgerà mai alla Caritas) e la povertà degli immigrati. Il dato sulle 398 persone che si sono rivolte al Centro non deve, però, trarre in inganno, perché si traduce in 419 richieste di aiuto e queste in 2.680 interventi, la maggior parte dei quali relativi a cibi, vestiti e materiali per la casa. Le richieste di sussidi economici, per far fronte a bollette, tasse, affitti arretrati o spese sanitarie impreviste o anche per acquisti rateali sono comunque in aumento. "La Caritas è il volto bello della Chiesa oristanese", ha detto l'arcivescovo mons. Ignazio Sanna spiegando che "questo mondo non ci piace, perché non è quello che ha sognato Gesù. Questo modo di condividere le risorse è ingiusto", ha aggiunto ricordando che la metà delle risorse che si spendono per gli armamenti potrebbe risolvere il problema della fame nel mondo. La presentazione del dossier si è conclusa con l'illustrazione di due strumenti, il "Microcredito" ed il "Credito della speranza", sui quali la Caritas di Oristano punta per uscire dalla fase dell'assistenzialismo.
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