Massimo Zedda attacca a freddo, Paolo Truzzu reagisce a caldo. È scontro – con spruzzate di veleno –  fra l’attuale sindaco di Cagliari (Progressisti, appena apparentati col Pd) e il predecessore di Fratelli d’Italia.

Zedda ieri ha parlato dal palco della Leopolda. Nel dialogo con il padrone di casa Matteo Renzi ha parlato della situazione in cui dice di aver trovato palazzo Bacaredda e la città dopo cinque anni di amministrazione avversaria: ha detto di aver lasciato il Comune nel 2019 «che era un gioiellino e l’ho ritrovato alquanto scassato» da un sindaco «di Fratelli d'Italia» perché «non è vero che siamo tutti uguali. Rispetto al 2011 quando lo avevo ereditato da un sindaco da Forza Italia, ho trovato una situazione oggettivamente difficile, ho faticato di più, anche perché c'è un impoverimento complessivo», ha concluso Zedda, «ma adesso abbiamo un Comune sano, con indebitamento zero».

Truzzu ha atteso solo qualche ora prima di replicare. E la stilettata arriva a proposito dei “gioiellini”: «Non so a quali gioielli Zedda sia abituato, orologi Audemars Piguet a parte, ma probabilmente si è scordato che tra le tante eredità che ha lasciato c’era una città sepolta dalla spazzatura, invasa da piste ciclabili senza senso e con progetti tanto sbagliati da risultare irrealizzabili: come quelli di viale Sant’Avendrace e di Via Campo Scipione».

Il riferimento è all’orologio che l’allora sindaco di Sel ricevette in dono nel 2012  dal ricchissimo sultano dell’Oman Qaboos Bin Said allora in visita a Cagliari. Un gioiello – che tra le altre cose segna anche l’ora – del valore di oltre 58mila euro che Zedda – dopo aver sostenuto di averlo ricevuto in quanto Massimo Zedda cittadino e non in qualità di Massimo Zedda primo cittadino – ha donato (o restituito) al Comune dopo 11 anni, proprio mentre in via Roma governava Truzzu. 

Ma non c’è solo il colpo sotto la cintura nella replica dell’ex sindaco: «Dopo il fallimento evidente della sua amministrazione Zedda è alla disperata ricerca di nuove candidature, magari già alle Politiche, così da abbandonare Cagliari per la seconda volta prima della fine della legislatura». Tanto disperata, aggiunge Truzzu, «che non solo ha archiviato frettolosamente l'esperienza dei Progressisti chiedendo asilo politico al Pd, ma è andato alla corte di Matteo Renzi per scaricare vecchie e nuove responsabilità sulle condizioni della città e vaneggiare di gioiellini. 

Secondo il meloniano «quando si arriva quasi a metà consiliatura, i cittadini hanno diritto a qualcosa di più di un racconto sul passato: hanno diritto a una città pulita, decorosa, sicura, curata e funzionante. Il punto non è stabilire chi abbia lasciato cosa a chi. Il punto è molto più semplice: oggi Cagliari è amministrata da Massimo Zedda. E delle condizioni di Cagliari, oggi, deve rispondere Massimo Zedda». 

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