Dieci anni di "Tra Sardo e Profano" a Casa Saddi di Pirri
Il festival curato dall'associazione Symponia torna con artisti sardi e internazionali, con apertura dedicata alla PalestinaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un percorso che intreccia la tradizione isolana con sonorità da tutto il mondo, con un'apertura dedicata alla Palestina: a Casa Saddi di Pirri il festival "Tra Sardo e Profano – Oltre il mare e la Sardegna" celebra la sua decima edizione, in scena fino all'11 ottobre sotto l'organizzazione dell'associazione Symponia. Eccetto che nella prima data, i concerti sono fissati alle 19:30 nello spazio di via Fieramosca 17 con ospiti sardi e internazionali, oltre a mostre e laboratori. Presentano le serate in programma Renzo Cugis, Federica Picciau, Daniela Vitellaro e Dario Cosseddu.
La rassegna diretta da Enrico Picchiri ha dunque inizio in data odierna, con strade e attività pirresi invase dalla musica itinerante di "Si ghetat su bandu" alle 17, facendo seguito con il concerto d'apertura dedicato al popolo palestinese a Casa Saddi: sul palco il giovane talento gazawi Samih Almadhoun, alle cui ancestrali melodie per oud si aggiunge anche la musica del duo di Tonino Macis e Battista Dagnino e di Dario Cosseddu. Atteso anche l'intervento di Fawzi Ismail, medico e portavoce dell'Associazione Amicizia Sardegna Palestina. Si prosegue sabato 3 in una serata in collaborazione con il festival Arpe del Mondo, portando in scena il "bardo" di Bretagna Myrdhin e il progetto isolano Argia di Enrico Frongia e Alberto Balia, e domenica 4 con "Khayal", concerto in coppia della cantautrice iraniana Farzaneh Joorabchi e del percussionista indiano Rashmi V. Batt, e l'Orchestra Popolare Sarda, dal vivo con Orlando Mascia, Eliseo Mascia, Matteo Muscas e Luca Schirru.
La rassegna riprende il weekend successivo, a cominciare da venerdì 9: per la quarta serata si esibisce il Raffaello Simeoni Trio, capitanato dall'omonimo cantautore e fiatista e completato da Marco Iamele e Gabriele Gagliarini, al quale segue "Symponia in pratza", con Carolina Casula, Enrico Picchiri, Jonathan D.M., Luigi Cordeddu e Davide Pudda sulle note della musica popolare sarda. Sabato 10 è invece il turno della polifonia vocale dei greci Vedéma, che ritornano nella rassegna con Dafni Papastrati, Kyveli Koukoudaki, Dimitris Athanasopoulos e Alessandro Venza, e di quella tradizionale sarda de "Su Cuntrattu de Seneghe", con i tenores Antonio Maria Cubadda, Demetrio Laconi, Giovanni Cubadda e Danilo Cubadda. A officiare il finale di domenica 11 il terzetto siciliano dei Nuhara, formato da Gabriele Bazza, Federico Pipia e Michele Piccione, calando il sipario sulla ricerca tra identità e avanguardia del duo di Pierpaolo Vacca e Arrogalla, in "Sonus de barraca".
Le altre attività
Nella giornata di ieri, 1 ottobre, sono già iniziate le prime attività parallele di questa decima edizione al centro culturale S'Aposenteddu, in via Toti 49: dopo l'incontro con l'arpista gallese Catrin Finch alle 15:30, realizzato in collaborazione con Arpe del Mondo, è stata inaugurata l'esposizione "Dai mostri sardi alla commedia dell'arte", con i burattini della tradizione isolana offerti da Rahul Bernardelli e Le Compagnie del Cocomero, visitabile fino all'11 ottobre. Mentre è per sabato 3 l'inizio dei laboratori, a partire da "Il mondo musicale della Persia", condotto da Joorabchi negli spazi di S'Aposenteddu dalle 10:30, facendo seguito alle 15 con il workshop di arpa e danze bretoni tenuto da Myrdhin, a Casa Saddi, e alle 16 con "L'arte dell'improvvisazione melodica e ritmica" sotto la guida di Bhatt, nuovamente al centro culturale di via Toti 49: dove, domenica 4, è previsto l'unico appuntamento della giornata per le 15:30, con la squadra di Symponia in "Launeddas, principi di costruzione e respirazione circolare".
I percorsi laboratoriali riprendono da giovedì 8, con Luca Schirru che cura "Atobiu de organitu" e Cristiano Cani invece tiene gli Incontri di ballo sardo, rispettivamente alle 16:30 e alle 18:30 ed entrambi a S'Aposenteddu, e proseguono venerdì 9 nello stesso luogo, con i membri dei Vedéma a condurre "Canto polifonico dell'Epiro" alle 16, così come sabato 10, con Irene Salis e Stefano Casti che guidano il workshop finale "Riavvolgere il nastro: viaggio inverso nella creazione musicale" per la stessa ora. Si chiude così una nuova annata ricca di musica, condivisione e dialogo tra culture apparentemente lontanissime, che riceve il sostegno di Regione, Comune e Municipalità.
