Possono essere 10, 100 o 1000. Possono riempire una piazza o ritrovarsi in pochi, in silenzio, con un cartello tra le mani. Quello che conta è esserci. È questo il messaggio che oggi, nella Giornata internazionale della nonviolenza, la Fondazione Solo Amore Giuseppe Atzei ha portato in piazza Garibaldi.

Qualcuno si avvicina e legge i cartelli. Non c’è una bandiera, né uno Stato nominato. Solo messaggi che parlano di pace e nonviolenza. «Siamo qui con le altre persone che credono in questo messaggio e cerchiamo di piantare la pace in un mondo che ora accoglie la guerra», racconta Nicoletta Rosas, presidente della Fondazione. «In questo momento difficile amare è urgente, e questo è ciò che noi possiamo fare, anche con i pochi mezzi che abbiamo».

Il 2 ottobre è una giornata particolare: è anche l’anniversario della nascita del Mahatma Gandhi. Una ricorrenza che richiama direttamente il principio della nonviolenza e che, ricorda Rosas, si lega a una delle sue frasi: «Il silenzio può sovrastare il rumore». La Giornata internazionale della nonviolenza è stata istituita nel 2007 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. «Tutti a questo mondo vendono qualcosa, noi vogliamo regalare pace», conclude Rosas.

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