Zedda alla Leopolda: «Ceto medio devastato: stipendi da aumentare se non vogliamo Meloni e Vannacci»
Il sindaco di Cagliari alla kermesse di Renzi: «Dopo la gestione di Fratelli d’Italia ho trovato un Comune scassato»Massimo Zedda e Matteo Renzi
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«Per l'anno prossimo, a meno di non volere avere Meloni con Vannacci, che è un problema di non poco conto in un'Europa e in un mondo come questi», come centrosinistra «dobbiamo aiutare le persone, perché la classe media non regge più. Ogni azione di recupero risorse, di taglio degli sprechi e delle spese superflue, recupero dell'evasione ed elusione fiscale, deve andare negli stipendi del ceto medio, che è devastato».
È l'invito di Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, lanciato questa sera a Firenze dal palco della Leopolda, la manifestazione organizzata da Matteo Renzi. Il primo cittadino del capoluogo ha ricordato che «il peggior contratto del pubblico impiego è quello degli enti locali, di coloro che erogano nei Comuni i servizi essenziali», quindi «quello della pubblica istruzione, di coloro che dovrebbero formare le future classi dirigenti» e il terzo è «quello di operatori sociosanitari, infermieri e medici, nonostante gli stipendi siano più alti. Ma pensate le responsabilità: salvare le vite e assistere le persone». «Un Paese» che paga così poco queste persone «è destinato al fallimento».
A proposito del suo Comune, Zedda ha ricordato: «L'ho lasciato che era un gioiellino nel 2019 e ritrovato alquanto scassato» da un sindaco «di Fratelli d'Italia» perché «non è vero che siamo tutti uguali».
«Rispetto al 2011 quando lo avevo ereditato da un sindaco da Forza Italia, ho trovato una situazione oggettivamente difficile, ho faticato di più, anche perché c'è un impoverimento complessivo», ha concluso Zedda, «ma adesso abbiamo un Comune sano, con indebitamento zero».
(Unioneonline)
