"Il rischio è calcolato sulla base di un algoritmo che tiene conto di due indicatori, uno dei quali è costituito dal numero dei focolai. Quello che si è sviluppato attorno ad Aritzo ha determinato il passaggio della Sardegna da basso rischio a moderato". Sono le parole del presidente della Regione, Christian Solinas, a proposito degli ultimi dati emersi dal monitoraggio settimanale della cabina di regia di Iss e ministero della Salute.

Il problema, contesta il governatore sardo, è che "questo sistema non tiene conto della realtà. L'aumento del numero di focolai senza considerare quanti casi ci sono dentro un focolaio è un indicatore non rispondente alle situazioni di fatto". Infatti, spiega, "tre focolai in tre paesi che fanno 4 positivi ciascuno hanno un'incidenza maggiore di un focolaio da 500 persone in una grande città". In ogni caso, sottolina Solinas, "da questo punto di vista abbiamo ragionevole certezza per dire che il numero di casi è assolutamente sotto controllo, e che la realtà sia rappresentata dall'andamento dei ricoveri in degenza giornaliera e terapia intensiva che sono in costante calo. Si stanno svuotando le intensive, e questo è l'indicatore più affidabile in questo momento".

Il presidente della Regione non rinuncia comunque a fare un appello: "Siamo in zona bianca e abbiamo riacquistato spazi di libertà, ma questo non vuol dire che il virus è sparito, manteniamo buone prassi per vincere la guerra e non solo la battaglia".

"Non abbiamo raggiunto il risultato per 48 casi – chiarisce poi Solinas sulla zona verde europea - ma speriamo nelle prossime due settimane di centrare l'obiettivo target ed essere a meno di 25 casi ogni 100mila abitanti. È un'opportunità perché dopo la pandemia il turismo è cambiato e bisogna tener conto del driver della sicurezza sanitaria nelle scelte della destinazione". 

(Unioneonline/v.l.)

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