A Cagliari torna il Sardegna Pride, la grande manifestazione per la difesa dei diritti delle comunità Lgbtqia+. Ecco il racconto della giornata. 

Ore 19,30: il rientro in via Roma

Sono le 19,30 in punto quando il carro del Sardegna Pride rientra in via Roma, accolto dal coro di “bentornati” che arriva dai microfoni dei carri che guidano la manifestazione.

Video di Alessandra Ragas

Ore 19,00: il corteo in via Sonnino

Il corteo del Sardegna Pride ha invaso via Sonnino, trascinando con sé un fiume di musica e colori. Dalle finestre e dai terrazzini, residenti e negozianti si affacciano curiosi: molti applaudono al passaggio della marea arcobaleno che sta attraversando il cuore della città.

Tra cori, musica alta e bandiere che sventolano, la via si trasforma in un corridoio di festa. Il corteo — almeno 30mila le presenze confermate— procede compatto, tra balli improvvisati e applausi che si intrecciano al ritmo dei carri, in un’atmosfera che ormai ha cambiato volto a tutto il centro cittadino.

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Ore 18,30 – Zedda: «Messaggio di pace e fratellanza»

Con i saluti del sindaco di Cagliari Massimo Zedda la festa ha ufficialmente inizio, il Sardegna Pride apre i cancelli del Parco della Musica per invadere la città. 

Ore 18 – Il Documento politico

Alle 18 in punto, sotto un lungo applauso della piazza, dal palco del Parco della Musica prende forma uno dei passaggi centrali del Sardegna Pride: la lettura del documento politico. 

Un appello rivolto alla comunità, alla società e al Governo italiano perché i diritti vengano riconosciuti e rispettati: tra i temi, la richiesta di libertà e sicurezza per le persone LGBTQIA+, il diritto all’autodeterminazione, il riconoscimento delle identità di genere non conformi e la condanna di ogni forma di discriminazione e bullismo nei contesti scolastici e lavorativi.

Dal palco anche le rivendicazioni su carriere alias, accesso alle terapie ormonali, salute mentale, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e accessibilità all’interruzione volontaria di gravidanza, insieme al riconoscimento delle famiglie di ogni tipo.

Spazio infine alle nuove generazioni, con l’auspicio di un’educazione all’affettività, al consenso e alla sessualità, e un richiamo più ampio ai diritti universali: “No ai diritti di serie A e di serie B”, fino alla condanna della guerra.

L’attesa

Un fiume di circa 40mila persone è pronto a invadere oggi le strade di Cagliari per il ritorno del Sardegna Pride. Una grande festa di colori, musica e partecipazione, ma anche un momento di rivendicazione dei diritti e dell’uguaglianza, che ha richiamato nel capoluogo migliaia di persone da tutta l’isola.

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Il corteo parte alle 17 dal Parco della Musica - dopo i saluti istituzionali e la lettura dei documenti politici - e si snoderà lungo via Bacaredda, via Sonnino, via XX Settembre, via Roma, largo Carlo Felice e piazza Yenne, per poi fare ritorno al punto di partenza passando nuovamente per largo Carlo Felice, via Roma, via XX Settembre, piazza Garibaldi, via Paoli, piazza San Benedetto e via Dante.

Un percorso di circa sei chilometri che segna anche il ritorno simbolico della manifestazione in via Roma.

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L’edizione 2026, intitolata “La forza del disordine”, è dedicata all’attivista Anna Corona e rappresenta il momento conclusivo di tre giorni di incontri, cultura e spettacoli ospitati al Pride Park, al Parco della Musica.

«Siamo il popolo disordinato ma buono», dice uno degli organizzatori, Carlo Cotza, «le nostre differenze non tolgono niente a nessuno». 

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