Niente cocchio né traccas, Sant’Efisio su una portantina: l’ombra della dermatite sulla festa
Manca solo l’ufficialità: un nuovo caso sospetto su un vitello a Ballao impedisce la concessione di ogni deroga sulla circolazione dei boviniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ha sconfitto la peste, ora dovrà essere più forte della dermatite nodulare contagiosa. Sant’Efisio il primo maggio a Cagliari non viaggerà a bordo del cocchio trainato dai buoi, non sarà preceduto dalle traccas: potrebbe uscire dalla chiesa di Stampace su una portantina che viaggerà sulle spalle dei confratelli custodi del rito, che si daranno il cambio fino all’ex semoleria di viale La Playa. Qui il simulacro potrebbe essere trasferito su un mezzo ancora da individuare.
Questo lo scenario che si sta delineando in vista dell’edizione numero 370 della festa per il martire guerriero, il primo maggio e al ritorno del 4, a causa della malattia dei bovini che ha fatto la sua ricomparsa in Sardegna. Tre focolai nel Sarrabus, tra Muravera e Villaputzu, hanno imposto l’abbattimento delle mandrie e una zona di restrizione per un raggio di 50 chilometri (e dentro c’è anche Cagliari) nella quale non possono essere spostati capi bovini. Sembrava finita e si ventilava l’ipotesi di una deroga alle stringenti norme di contenimento del contagio: durante riunioni tra assessorati regionali e ministero della Salute si puntava da avere l’ok almeno all’utilizzo dei buoi del cocchio, simbolo della tradizione.
Invece ieri è arrivata l’ulteriore brutta sorpresa: è stato rilevato un caso sospetto su un vitello di una mandria di Ballao. Anche senza la conferma del test sierologico – che deve ancora arrivare – tutte le speranze sono sfumate.
Nelle campagne dell’Isola monta la preoccupazione per il nuovo manifestarsi della malattia, che rischia di impattare in modo violento sul mercato dei bovini sardi.
Nella chiesetta di Stampace invece si ragiona sulla soluzione al problema legato alla logistica del viaggio del santo verso Nora, luogo del martirio. L’ipotesi di usare un mezzo a motore come quello del 1943, sotto i bombardamenti, o del 2020, l’anno del Covid, non piace: non si vogliono rievocare eventi luttuosi. L’alternativa potrebbe essere la forza delle braccia dei confratelli del Gonfalone. Che hanno un unico obiettivo: il voto deve essere sciolto.
