Cagliari punta all’Europa e si affidando a uno dei suoi tesori più importanti: l’anfiteatro romano. Il sito archeologico, chiuso da 15 anni e solo di recente parzialmente riaperto, è stato scelto come sede per ospitare il sorteggio per la composizione dei gironi degli Europei del 2032. Lo avrebbe messo nero su bianco il primo cittadino Massimo Zedda in una lettera, spedita al presidente  della Figc Giovanni Malagò, di presentazione di Cagliari come sede per le gare del campionato. Il sindaco conta di riaprire l’anfiteatro prima di quella data.

Intanto entro martedì la Figc dovrà chiudere la verifica delle candidature e Cagliari deve presentarsi con la carta più importante: la pubblicazione del bando internazionale per il nuovo stadio. Restano 48 ore di tempo ma da palazzo Bacaredda filtra ottimismo. La verifica del progetto ha richiesto più tempo del previsto, perché sono stati tanti i rilievi mossi dalla società di verificazione, e questo ha fatto slittare ancora una volta il cronoprogramma. Ma il lavoro sarebbe praticamente finito. L’opposizione però boccia la linea. 

«Una volta si chiamava semplicemente arrivare tardi», attacca Pierluigi Mannino, capogruppo Fdi in consiglio comunale, «per due anni ci hanno raccontato che il bando per il nuovo stadio sarebbe stato pubblicato a giugno, così da rispettare le richieste e le tempistiche per Euro 2032. Poi giugno è diventato luglio. Luglio è diventato “entro l’estate”. E l’estate, evidentemente, deve avere una concezione piuttosto elastica del calendario. Ora siamo a ridosso del 1° ottobre, quando la Figc dovrà presentare alla Uefa gli stadi eleggibili, e improvvisamente compare il “blitz” del Comune. Siamo arrivati lunghi. Ancora una volta. Ma il capolavoro arriva con la candidatura dell’anfiteatro romano per ospitare il sorteggio dei gironi. Insomma, non abbiamo ancora il bando per lo stadio, ma siamo già pronti a organizzare il sorteggio. È come prenotare il catering per l’inaugurazione di una casa mentre l’impresa deve ancora scavare le fondamenta. Quando hai anni per prepararti e ti ritrovi a fare un blitz a pochi giorni dalla scadenza, forse il problema non è la scadenza. È il calendario. O, più probabilmente, chi avrebbe dovuto guardarlo. La programmazione serve proprio a evitare i blitz. Altrimenti non è programmazione. È improvvisazione».

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