Un intervento capillare, sistematico e fondato su standard tecnici di controllo ambientale. La Città Metropolitana di Cagliari ha varato un piano potenziato di derattizzazione e gestione integrata delle infestazioni da topi (Integrated Pest Management), destinato a coprire l'intero reticolo urbano del capoluogo, con priorità per le aree ad alta vulnerabilità e più frequentate.

Il piano d'azione, coordinato dal Centro Antinsetti, vede l'impiego di tre squadre operative specializzate, destinate ad aumentare nei prossimi giorni grazie a un programmato rafforzamento degli organici tecnici.

L'offensiva contro i roditori interesserà diverse zone della città: da piazza Islanda a via Cettigne, attraversando il Quartiere del Sole, il centro storico, fino ai popolosi quartieri di San Michele e Is Mirrionis.

L'intervento non si limita alla semplice erogazione di principi rodenticidi, ma adotta un protocollo strutturato in quattro fasi operative consequenziali: monitoraggio e scouting preventivo; mappatura dei focolai attivi e censimento delle tracce biologiche (feci, rosure, camminamenti); individuazione dei vettori e dei rifugi; ispezione dei nodi del sottosuolo, caditoie stradali, chiusini fognari, vani tecnici degli edifici pubblici e macchie arbustive incolte. Trattamento ed esfoliazione mirata: impiego controllato di presidi biocidi in erogatori di sicurezza antimanomissione conformi alle normative europee, posizionati in aree inaccessibili a specie non bersaglio. Follow-up e valutazione dell'efficacia: verifiche a scadenza ravvicinata per misurare l'abbattimento della popolazione dei ratti  e prevenire fenomeni di ricolonizzazione.

Una specifica task force è già stata indirizzata verso le scuole del comprensorio metropolitano, con l'obiettivo di bonificare cortili, mense, palestre e aree perimetrali in vista delle attività didattiche ordinarie.

«Il nostro obiettivo»,  afferma Luca Locci, responsabile della Disinfestazione e del Centro Antinsetti della Città Metropolitana di Cagliari, «è garantire un'azione di massima capillarità, intervenendo tempestivamente ovunque si manifestino indici di criticità. Tuttavia, il solo abbattimento chimico non basta: è indispensabile agire a monte sui fattori ambientali limitanti, eliminando sistematicamente le fonti trofiche (cibo), idriche e i siti di rifugio che permettono ai roditori di nidificare e proliferare». 

(Unioneonline)

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