Cagliari, 10 anni per uno scheletro di cemento: si sblocca il cantiere per le case low cost a San Benedetto
I tempi dei lavori lievitati fino a quasi 3 volte il previsto. Intesa tra Comune e impresa: riconosciuto un indennizzo, ora si cerca una nuova ditta per completare i 40 alloggi tra via Boito, via Donizetti e via RossiniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Varianti, ritardi, rincari dei materiali e cantieri a singhiozzo, anche per il caldo. Una lunga storia durata quasi dieci anni giunge al capitolo finale. Ma non con l'inaugurazione delle case, bensì con un "divorzio consensuale". Si sblocca la vicenda delle case low cost previste tra via Boito, via Rossini e via Donizetti. Il Comune di Cagliari e l'impresa “Costruzioni Mariano Cabras” hanno firmato la risoluzione anticipata dell'appalto per il progetto di edilizia sociale a San Benedetto che prevede la demolizione di un vecchio immobile comunale e la costruzione di 40 nuovi alloggi a canone moderato. Il patto evita che il cantiere rimanga bloccato per anni in tribunale.
Nato nel lontano 2007 da un accordo di programma tra Regione e Comune e riorganizzato nel 2015 nell'ambito dei finanziamenti europei per oltre 4,5 milioni di euro, l'intervento era stato aggiudicato nel 2015 per circa 3 milioni di euro alla ditta Cabras. Ma da quando i lavori sono partiti nel 2018, il cantiere è diventato un percorso a ostacoli: ben cinque perizie di variante e suppletive, studi tecnici aggiuntivi per la demolizione in sicurezza, imprevisti sulle reti dei servizi pubblici e poi lo stop per le ondate di calore estive. Tutto ciò ha fatto lievitare la durata teorica dei lavori dai 540 giorni previsti inizialmente fino a mille e 368 giorni. Nel 2025 il nodo decisivo: con il gravissimo ritardo, le penali contrattuali a carico dell'impresa avevano superato la soglia massima del 10% (pari a oltre 397 mila euro). Dall’altra parte la ditta costruttrice lamentava lo squilibrio finanziario causato dai rincari delle materie prime.
Di fronte al rischio concreto di una lunga e costosa causa legale, l'amministrazione comunale, incassato il parere favorevole dell'avvocatura, ha deciso di cercare un accordo. Alla fine palazzo Bacaredda riconoscerà all’impresa un indennizzo di circa 270 mila euro. È stata completata la demolizione del vecchio fabbricato ed è stata realizzata l'intera ossatura grezza del nuovo edificio (fondazioni, pilastri, solai e vani corsa per gli ascensori). Mancano i tamponamenti, gli impianti e le finiture interne, infine la sistemazione dell'area esterna e i collegamenti alle reti pubbliche. Ora la palla passa di nuovo agli uffici tecnici di via Roma: per completare i 40 alloggi il Comune dovrà bandire una nuova gara d'appalto per l'assegnazione dei lavori e consegnare poi gli appartamenti alle famiglie alle prese con l’emergenza abitativa.
