«Forte preoccupazione e profonda indignazione» per la comunicazione diffusa dalla direzione aziendale in merito ai problemi del sistema di climatizzazione nei presidi San Michele e Businco dell’azienda Arnas Brotzu. Le misure annunciate – ventilatori, distribuzione di bottiglie d'acqua, pellicole oscuranti e, addirittura, la possibilità di rinviare gli accessi dei pazienti – «non possono rappresentare la risposta a un'emergenza che denunciamo da anni».

Questa la dura presa di posizione del sindacato Usb: «È gravissimo che si arrivi anche solo a ipotizzare la riprogrammazione di visite e prestazioni in un ospedale oncologico. Al Businco vengono curati pazienti affetti da tumore, molti dei quali sottoposti a chemioterapia e a percorsi terapeutici delicatissimi. Pensare di rinviare le loro cure a causa dell'inefficienza degli impianti di climatizzazione è inaccettabile e rappresenta il fallimento di una programmazione che avrebbe dovuto prevenire una situazione ormai nota da tempo».

Colpisce inoltre, sottolinea il sindacato, «che sia la stessa azienda ad ammettere oggi che parte degli impianti è caratterizzata da una "notevole vetustà". La domanda è semplice: dov'era la direzione quando queste problematiche venivano denunciate ripetutamente? Perché si è atteso di arrivare a un'emergenza, con temperature insostenibili per pazienti e operatori, prima di riconoscere pubblicamente la gravità della situazione?».

(Unioneonline/A.D)

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