Cagliari, gli appuntamenti letterari di "Anderas"
Giovedì l'incontro dedicato all'eclettica artista Myriam Scasseddu e venerdì l'esordio editoriale di Andrea SerraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un festival letterario in progresso da inizio anno, con due nuovi incontri su passato e presente della cultura nell'Isola: a Cagliari proseguiranno anche nel mese di giugno gli appuntamenti del festival letterario "Anderas", progetto della Fondazione Faustino Onnis che promuoverà giovedì un approfondimento sulla poliedrica artista Myriam Scasseddu, scomparsa nel 2024, dalle 18 al Centro di documentazione e studi delle Donne di via Falzarego 35. Venerdì invece sarà il momento di Andrea Serra, giovane autore di Iglesias all'esordio letterario, in presentazione alle 18:30 alla Libreria Camboni di via Redipuglia 20.
Voci d'artista
Scasseddu, in vita attiva come pittrice, scultrice, poetessa e scrittrice, è stata una delle protagoniste del panorama artistico sardo nel secondo Novecento, in un profondo legame con la nostra terra e le sue tradizioni. Attraversando varie forme espressive nella costruzione di un linguaggio artistico personale e intenso, già da giovanissima l'artista si avvicinò all'arte figurativa, formandosi tra lo studio del pittore Dino Francesco Fantini e i corsi di scultura all'Accademia di Brera.
E accanto a questi esperimenti venne emergendo anche la scrittura, con i primi versi e racconti composti mentre assisteva l'anziana madre, nella trasformazione dell'esperienza di cura in ispirazione poetica. A cura di Adele Galli, all'incontro di giovedì parteciperanno anche la storica dell'arte Caterina Ghisu e Veronica Pisano, nipote di Scasseddu, con letture dei brani firmati dall'artista a cura di Angelica Piras.
L'esordio letterario
Pubblicato quest'anno per Il Maestrale, "Fernando o della melanconia dell'irreversibile" viene ideata da Serra come un'opera radicata a fondo nella realtà sulcitana, trattando temi come marginalità, solitudine, lavoro (o mancanza di esso) e una generazione sospesa tra precarietà e desiderio di fuga. L'omonimo protagonista racconta così una vita che, nonostante i successi accademici, non vede prospettive per un futuro luminoso: e le parole del libro altro non sono che parte di un manoscritto da lui firmato e ritrovato dopo la sua scomparsa, nel racconto dei suoi ultimi anni di vita e di una città industriale in decadenza, tra ruggine e disillusione. Un luogo in cui il tempo non scorre mai, ma si ripete.
La "melanconia dell'irreversibile" diventa così la percezione che tutto sia già scritto, e che nulla di ciò che accade possa essere modificato, in un'empasse esistenziale che spegne ogni desiderio di cambiamento. Venerdì sara così un'occasione di dialogo con l'autore sugli interessanti spunti del testo, in compagnia di Rossana Copez per una presentazione organizzata in collaborazione con il festival Dialoghi di Carta.
