Per tanti era “il medico dal cuore d’oro”, quello che da anni combatteva contro lo smantellamento dell’ospedale San Marcellino di Muravera. E ora sono tanti a piangere la scomparsa di Fabio Barbararossa, che ha perso la sua battaglia contro una terribile malattia.

C’erano tanti temi sociali sui quali richiamava l’attenzione, uno in particolare era quello della sicurezza. L’Unione Sarda lo aveva intervistato alcuni anni fa (QUI L’INTERVISTA), quando era stato vittima di un’aggressione mentre si trovava su un autobus a Cagliari. Era stato lui a chiamare la redazione web perché voleva raccontare quanto accaduto, voleva che un senso di civiltà si impadronisse positivamente di tutti, e nessuno potesse più voltarsi dall’altra parte quando si trova davanti a un’ingiustizia.

"Ero in via Roma, più o meno all'altezza della Rinascente – aveva detto - quando sono salite due turiste nordeuropee. Si sono sedute e poco dopo un uomo si è messo tra loro e ha iniziato a importunarle". Il medico ha cominciato a fissarlo e per tutta risposta è scattata l’aggressione, con una serie di colpi che lo avevano fatto finire al pronto soccorso e con 15 giorni di prognosi.

"Purtroppo – era stata la sua constatazione - mi sono trovato in una situazione in cui si può trovare chiunque oggi calpesti il suolo della nostra città. Io non ho avuto difficoltà a intervenire in difesa di quelle due ragazze, che potevano essere le mie figlie, le mie amiche. Tutti dovremmo farlo, ma soprattutto nessuno dovrebbe trovarsi costretto a vivere episodi simili. I miei genitori mi hanno insegnato che quando cadi ti devi rialzare e devi anche raccogliere qualcosa. Ecco, io voglio che la stampa ne parli perché queste cose non devono più succedere e le autorità anche politiche devono farsi carico di questo problema, senza nascondersi dietro un dito".

Fabio Barbarossa aveva 67 anni, era originario di Arbus. Meno di un mese fa aveva scritto sul suo profilo Facebook un post: “La mia vita potrebbe concludersi a breve distanza. Comunque vi ringrazio tutti e ricorderò quelli che mi hanno amato. In ogni caso ho ancora speranza affinché la mia vita abbia un senso. Vi abbraccio tutti”.

(Uniononline/s.s.)

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