Il cambio di passo: «Mai concretizzato». Il rapporto con i lavoratori? «Il bilancio dell’attuale gestione è del tutto fallimentare». Tre sindacati (Cisl Fp, Fp Cgil e Fials) si scagliano contro la direzione generale dell’Arnaz Brotzu – l’obiettivo è il manager Maurizio Marcias – e «preso atto della rottura del confronto, della mancata attuazione degli istituti contrattuali e del diffuso clima di sfiducia» dichiarano lo stato di agitazione «di tutto il personale». 

I tre segretai provinciali, Alessandro Floris (Cisl),  Carlo Marras (Cgil) e Paolo Cugliara (Fials) «ritengono non più rinviabile rappresentare formalmente il grave deterioramento del rapporto tra la direzione fenerale e le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori».

All’avvio del mandato dell’attuale direzione, spiegano, «abbiamo responsabilmente concesso il tempo necessario per conoscere una realtà complessa, affrontare le questioni pregresse e costruire un modello di relazioni stabile, corretto e partecipato. In questi mesi abbiamo garantito costante presenza ai tavoli, formulato proposte di merito, inviato note puntuali e segnalato criticità operative, confidando nella reale volontà di imprimere un cambio di passo».

Ma, accusano, «quel cambio di passo non si è mai concretizzato».

I sindacalisti ricordano  che «il tavolo di contrattazione integrativa aziendale è paralizzato dal mese di maggio 2025. La mancata definizione dell’accordo sui Differenziali Economici di Professionalità (Dep) ha causato la perdita dell’annualità 2025 per il personale avente diritto, traducendosi in un danno economico diretto».

La qualità delle relazioni sindacali si misura dagli accordi sottoscritti, dai diritti esigibili e dal miglioramento tangibile delle condizioni di lavoro e retributive: questa la convinzione dei sindacati. E «su questi parametri oggettivi, il bilancio dell’attuale gestione è del tutto fallimentare. A ciò si aggiungono i reiterati tentativi di comprimere prerogative e diritti già sanciti dalle norme e dai contratti collettivi nazionali, alimentando un clima di scontro e frustrazione».

Da parte dell’azienda intanto, a fronte «di questa inerzia», arriva  una costante narrazione mediatica «orientata a rivendicare successi, rilancio dei servizi e nuove assunzioni. Tuttavia, il racconto non può sostituire la realtà dei fatti».

Gli interventi strutturali, come la nuova Piastra del San Michele e le quattro sale operatorie del Businco, «sono opere finanziate, deliberate e programmate ben prima dell’insediamento dell’attuale direzione, lo stesso leggasi per le procedure concorsuali e i fabbisogni annunciati non equivalgono alla presenza effettiva di operatori nei reparti. Il fabbisogno reale si misura sulla copertura dei turni, sul recupero dei riposi e sulla riduzione dei carichi di lavoro».

Nel frattempo, «il malessere organizzativo e la demotivazione tra medici, infermieri, professionisti sanitari, Oss, tecnici e amministrativi hanno raggiunto livelli insostenibili. Si registra una costante fuga di personale verso altre realtà sanitarie tramite mobilità o dimissioni: un’emorragia che priva l’Arnas di elevate competenze, esperienza e memoria organizzativa».

I sindacalisti sostengono che «la difesa delle lavoratrici e dei lavoratori coincide con la tutela della salute pubblica» E «il Brotzu  non può continuare a reggere la complessità dei servizi sanitari esclusivamente sul senso del dovere e sul sacrificio delle persone».

Preso atto della rottura del confronto, della mancata attuazione degli istituti contrattuali e del diffuso clima di sfiducia, i sindacati «si riservano di comunicare le forme di mobilitazione e le iniziative di lotta che saranno messe in atto per determinare il necessario cambio di rotta nella gestione dell’Arnas».

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