«Basta con Sa Ruga», Sant’Anna pronta a sbarrare la scalinata con un cancello
Durissima lettera dei parrocchiani contro il Comune per le condizioni di Stampace alto tra vandalismi e sporcizia. Nel mirino i disagi per la manifestazione: «Fatela in altri quartieri di Cagliari»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Dispiace, ma sarà inevitabile». La comunità parrocchiale di Sant’Anna arriva a prospettare la chiusura della scalinata della chiesa con un’artistica cancellata per difenderla da quelli che definisce «quotidiani assalti» e da una situazione di degrado che, secondo i parrocchiani, si trascina da anni. È il passaggio più duro del documento diffuso dopo l’ultima edizione del festival internazionale Sa Ruga, la manifestazione che anima le strade di Stampace, ma che riporta al centro anche il rapporto con i residenti e la gestione quotidiana del quartiere.
Ieri, dopo la conclusione dell’evento che ha portato migliaia di persone nel rione, che è stato però chiuso al traffico per tre giorni suscitando il malcontento di una parte dei residenti, è esplosa la polemica. L’Arciconfraternita di Sant’Efisio ha ammesso di aver negato la storica piazzetta ai giocolieri di Sa Ruga definita «manifestazione incompatibile» con le attività del sodalizio religioso stampacino. L’associazione ha attaccato duramente la decisione di tenere sbarrata anche la chiesa del martire: «è come aver arrestato di nuovo Sant’Efisio», hanno dichiarato gli organizzatori che hanno anche ammesso i disagi, aggiungendo poi di avere in corso interlocuzioni con il Comune per l’apertura dei parcheggi del San Giovanni di Dio e dell’ex ospedale militare agli abitanti del rione. In serata la presidente della commissione comunale Cultura Marta Mereu ha difeso la manifestazione, anche nel tentativo di ricucire lo strappo.
Ma oggi, dopo Sant’Efisio, interviene con decisione un’altra istituzione religiosa del quartiere: la parrocchia di Sant’Anna. La comunità precisa innanzitutto di non aver mai messo in discussione il valore culturale e artistico dell’evento. «Nessuno, né da parte dei parrocchiani di Sant’Anna né, a quanto ci è dato di sapere, dell’Arciconfraternita di Sant’Efisio, ha mai messo in discussione il valore e la qualità artistica e culturale della manifestazione “Sa Ruga”», si legge nel documento. Le eventuali critiche, aggiungono i firmatari, sono rimaste nell’ambito del «legittimo e sacrosanto diritto di critica e di civile dissenso».
La contestazione riguarda piuttosto i disagi imposti al quartiere durante i tre giorni della manifestazione e, soprattutto, quella che viene descritta come una persistente mancanza di attenzione verso Stampace Alto nel resto dell’anno.
Il documento estende il discorso a tutti i problemi di Stampace e chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale. La prima questione sollevata riguarda il quadrilatero compreso tra via Ospedale, via Santa Margherita e via Azuni. Secondo la parrocchia, il quartiere sarebbe privo di un’effettiva regolamentazione degli accessi, di telecamere ai varchi e di controlli costanti da parte delle forze dell’ordine. La comunità lamenta una presenza sporadica della polizia locale, che diventerebbe invece capillare in occasione degli eventi, con divieti di sosta, chiusure al traffico, transenne e limitazioni alla circolazione.
Da qui la domanda rivolta agli amministratori comunali: «Perché deve essere sempre e solo il quartiere di Stampace Alto a dover sopportare disagi, restrizioni, sanzioni quali la totale chiusura per tre giorni dell’intero rione per un intero fine settimana?».
La parrocchia arriva anche a provocare sul possibile spostamento della manifestazione in altri quartieri cittadini. «Dopo tredici anni, tredici anni, non sarebbe il caso di proporre questo spettacolo anche ai residenti della Marina, di Castello, di Villanova, di Is Mirrionis, del Cep, di Sant’Elia?», si legge nel testo. Una domanda con cui i firmatari intendono evidenziare il peso delle restrizioni che, a loro giudizio, ricadrebbero sempre sugli stessi residenti.
Il punto più delicato riguarda la scalinata della chiesa, indicata dalla comunità come proprietà privata della Collegiata. Secondo i parrocchiani, lo spazio sarebbe da anni oggetto di vandalismi, soprattutto durante le ore notturne, quando gruppi di persone lo utilizzerebbero come luogo di ritrovo e per consumare cibo e bevande, lasciando sporco e rifiuti.
Nel documento vengono denunciati anche episodi legati a fuochi d’artificio, schiamazzi e utilizzi impropri della scalinata, fino a trasformarla, secondo la descrizione della comunità, in una sorta di luogo di ritrovo senza regole.
La denuncia si estende alle condizioni delle strade del quartiere, con particolare riferimento a via Azuni, dove i parrocchiani lamentano sporcizia e il dissesto della pavimentazione in basolato. Nel mirino finiscono anche quelli che vengono definiti rattoppi insufficienti effettuati in occasione della Settimana Santa e della Vespiglia.
Ma è ancora una volta la scalinata a concentrare la protesta. «Perché ci si ricorda di Stampace Alto solo in queste occasioni e non nelle notti in cui il rione (e soprattutto la tanto amata scalinata di Sant’Anna) è violentato da orde di moderni vandali, trasformato in discarica e orinatoio a cielo aperto?», chiedono i firmatari, chiamando direttamente in causa l’amministrazione comunale.
Un altro elemento contestato è la mancanza di un adeguato coinvolgimento dei residenti nell’organizzazione dell’edizione 2026. Secondo i parrocchiani, gli abitanti avrebbero saputo della manifestazione soprattutto attraverso i cartelli di divieto di sosta e di accesso collocati nelle strade, insieme alle transenne e alla presenza degli addetti alla vigilanza.
«Nessuna comunicazione. Neanche lo straccio di una locandina è arrivato in parrocchia», si legge nel documento, nonostante la scalinata sia stata messa a disposizione per gli spettacoli per tre serate.
La comunità sostiene inoltre che, tra il pubblico, fosse difficile incontrare bambini, ragazzi e giovani del quartiere, un elemento interpretato come segnale di uno scarso coinvolgimento degli abitanti nelle iniziative che interessano direttamente il luogo in cui vivono.
Il finale del documento contiene l’annuncio che più di tutti segna la presa di posizione dei parrocchiani: la possibilità di chiudere la scalinata con una cancellata artistica per proteggerla dagli episodi denunciati. Per Sa Ruga potrebbe essere un problema perché la scalinata di Sant’Anna è uno degli scenari top della manifestazione.
La comunità riconosce che si tratterebbe di una scelta dolorosa: «Anche se questa scelta suona come una sconfitta (i muri e le barriere sono sempre una resa incondizionata…), ma pur sempre atto estremo di legittima difesa».
Il passaggio conclusivo è netto: «È allo studio della Comunità parrocchiale – proprio per preservarla dai quotidiani assalti cui, indifesa, deve soggiacere – la chiusura della Scalinata di Sant’Anna con un’artistica cancellata».
Poi, poche parole che riassumono l’amarezza della comunità: «Dispiace, ma sarà inevitabile. Con buona pace di tutti».
