Trent'anni era stata la richiesta di condanna formulata dal pm, Rossella Spanu, davanti alla Corte presieduta da Claudio Gatti. Renzo Brundu, presente in aula al momento della lettura della sentenza, è attualmente detenuto nel carcere di Oristano nel quale è rinchiuso dal giorno dell'omicidio.

La tragedia è avvenuta la domenica mattina del 10 luglio 2011, a seguito di un violento litigio scoppiato per futili motivi: il pescatore voleva andare al mare, la moglie no. Urla poi sfociate in qualcosa di più, sino al raptus e alle coltellate, inferte con una lama da cucina.

Il pescatore, difeso dall'avvocato Cristina Puddu, ha ascoltato la lettura del verdetto in silenzio. Le parti civili, madre, figli e sorella della vittima, erano rappresentati dagli avvocato Pierluigi Concas, Maria Irene Dore e Federico Ibba. La Corte d'Assise ha riconosciuto anche un risarcimento di 400 mila euro per ciascuno dei due figli, 150 mila per la madre e 40 mila per la sorella della vittima. Rigettata la richiesta di arresti domiciliari.

In lacrime la madre di Katia Riva: "E' una sentenza che non mi ridarà mai mia figlia - ha detto - Speriamo che ora mi affidino i miei nipotini".
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