Nella notte il pareggio delle Province è diventato un 3 a 2: poco prima dell'alba di ieri è arrivata, a Sassari, la vittoria al primo turno di Alessandra Giudici. È la terza presidenza per il centrosinistra, dopo Tore Cherchi nel Sulcis e Fulvio Tocco nel Medio Campidano. Pdl e alleati per ora si accontentano di Oristano (con Massimiliano De Seneen) e Gallura (Fedele Sanciu). Ma è solo la partita di andata: il risultato finale delle Provinciali si avrà il 14 giugno, dopo i ballottaggi a Cagliari, a Nuoro e Ogliastra. In tutti e tre i casi parte avvantaggiato il centrodestra.

I DUELLI Saranno comunque sfide tutte da giocare, anche perché crescerà ulteriormente l'astensionismo. Le manovre dei poli per aggiudicarsi le tre Province in bilico sono iniziate già nella notte tra lunedì e martedì, per verificare la possibilità di nuove alleanze. Per gli apparentamenti ufficiali, che incidono anche sulla ripartizione dei seggi, c'è tempo fino a domenica. Ma naturalmente non sono escluse semplici intese politiche.

Il centrodestra non sembra intenzionato a cercarle a Cagliari: Giuseppe Farris non è andato lontano dalla vittoria al primo turno, e si era già espresso contro l'ipotesi di accordo con Piergiorgio Massidda. Dall'altra parte, tregua in vista tra Graziano Milia e l'Idv di Federico Palomba: «Invitiamo tutti i democratici che si sono astenuti a rivedere la loro posizione», ha detto ieri il deputato dipietrista, «per non consegnare anche la Provincia di Cagliari alla destra». Molto esplicito. A Nuoro, dove il centrosinistra diviso è stato superato da Luigi Crisponi, sarà forse il vertice nazionale del Pd a favorire un'intesa tra l'uscente Roberto Deriu, che va al ballottaggio, ed Efisio Arbau. Una curiosità emersa dal voto: i dissidenti prevalgono a Nuoro città, ma va in controtendenza la sconfitta di Francesca Barracciu che per la fascia tricolore di Sorgono.

In Ogliastra invece il terzo incomodo, Gianfranco Lecca, è in teoria più vicino al centrodestra, così come Giorgio Ladu della Lega nord. Ma alcune delle sigle che sostengono Lecca potrebbero non convergere su Sandro Rubiu, che è in testa dopo il primo turno. O almeno così spera il leader del centrosinistra, Bruno Pilia.

I PARTITI «Lavoreremo subito a ricomporre il centrosinistra», annuncia il leader del Pd Silvio Lai. Il suo è il primo partito sardo come preferenze nelle Province: 20 per cento, e senza contare le liste di alcuni presidenti, di area Pd. Ma cinque anni la somma di Ds, Dl e Progetto Sardegna superava il 31. Il Pdl si ferma al 16,2: anche in questo caso mancano dal conto alcune liste locali, ma resta ampio il divario con le Regionali 2009 (30,1).

Va detto che alle Provinciali non andavano mai benissimo neppure FI e An, e il fatto che non si votasse in molte città amministrate dal centrodestra (Cagliari, Olbia, Alghero, Oristano) ha depresso l'affluenza più che altrove. Certo però non si vede un effetto di traino dell'attuale Giunta regionale. Nello schieramento che sostiene Ugo Cappellacci si rafforza l'Udc (con i complimenti di Pier Ferdinando Casini e del segretario nazionale Lorenzo Cesa), tengono i Riformatori: ma cresce soprattutto il Psd'Az, che sfiora il 7 per cento con la punta del 10,8 a Nuoro.

L'incremento arriva dopo l'ultimo congresso, in cui il partito ha fatto sua la svolta indipendentista di Paolo Maninchedda. Un dato che coincide con l'indubbio successo di Irs. E non vanno male neanche i Rossomori, i cui leader a loro volta parlano di indipendenza: un nuovo tema forte nel dibattito politico futuro.

Contando anche i Rossomori, le varie liste della sinistra sono circa al 10 per cento. L'accoppiata Prc-Pdci supera i vendoliani di Sel: questi però correvano sotto altri simboli in diverse Province. E oltre all'ormai consueto avanzamento dell'Idv, c'è l'exploit dell'Upc: la formazione di Antonio Satta ed Enrico Piras debutta con un eccellente 3,7 per cento (10,7 a Sassari, secondo partito del centrosinistra), ottenuto per altro in sei Province su otto.

GIUSEPPE MELONI
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