Aumentano le truffe on-linePiù di 300 i casi denunciati
Si fa sempre più preoccupante il fenomeno delle truffe online in Sardegna. I dati sull'andamento dei reati via Internet, diffusi in una conferenza, organizzata dalla polizia postale a Oristano, sono allarmanti. Di particolare rilievo l'entità delle truffe sulle vendite di prodotti attraverso le aste online che sono state 348, solo nell'anno in corso, con 103 persone indagatePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un'altra tipologia di reati informatici in costante aumento è il cosiddetto phishing, con il quale organizzazioni criminali riescono a carpire le chiavi di accesso dei conti correnti degli utenti e a svuotarli. ''I casi denunciati nel 2008 - ha detto il comandante della polizia postale di Oristano, ispettore capo Italo Scalas, sono 107 con 41 indagati: in tutto sono stati sottratti ai conti correnti dei sardi almeno 70 mila euro. Questo reato - ha aggiunto - generalmente è in mano alla criminalità straniera, soprattutto dell'Est Europa, ma non mancano, anche a livello locale, organizzazioni piccole o piccolissime che si servono di semplici programmi per carpire le informazioni dai computer degli ignari utenti della rete Internet. La polizia postale ha anche registrato 300 denunce in Sardegna per le clonazioni di carte di credito: le persone indagate sono 26 persone mentre le somma sottrata complessivamente è di circa 55 mila euro. In questo caso ad agire sono spesso organizzazioni criminali straniere immigrate, che utilizzano anche finti Pos per ottenere le chiavi d'accesso delle carte di credito.
CYBER RICICLAGGIO Un fenomeno emerso di recente è quello del "cyber riciclaggio". Le organizzazioni criminali che hanno ottenuto denaro prosciugando i conti correnti online degli utenti riciclano queste somme servendosi di ignari disoccupati ai quali offrono fasulle offerte di lavoro. I proventi delle truffe online in pratica vengono accreditati sui conti correnti di persone del tutto estranee, che vengono invitate a trattenerne una parte e a girare il resto verso i destinatari finali, di solito residenti in Russia. Chi si presta a queste triangolazioni di denaro, come ha spiegato il responsabile della squadra di Polizia Giudiziaria del compartimento regionale di Polizia postale, Roberto Manca, rischia l'accusa di riciclaggio di denaro sporco, che è più grave della semplice truffa.