Stato e Regione di nuovo ai ferri corti. Il Consiglio dei ministri, su proposta della presidente Giorgia Meloni, ha deliberato la determinazione di intervento nel giudizio di legittimità costituzionale promosso dalla Regione contro l'articolo 2, comma 1, lettera h) del decreto-legge numero 175 del 2025 sulle aree idonee per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici.

La situazione

L’esecutivo di centrodestra, insomma, cerca di segnare il passo dopo la decisione della Regione di opporsi alla nuova norma nazionale che indica come spazi di azione quelli disegnate dagli articoli di una legge che fissa 370mila ettari di superficie installabile, un quarto dell’Isola. E dopo la bocciatura della legge moratoria e di quella sarda sulle aree idonee, da viale Trento hanno presentato ricorso alla Consulta nel tentativo di riportare a Cagliari le decisioni sul territorio. Ieri la decisione della premier di intervenire nel giudizio di legittimità: prassi, nel mondo giuridico. Il Governo, su proposta della presidente del Consiglio (e il parere dei ministri competenti), può determinarsi a intervenire nel giudizio di legittimità costituzionale di norme, sia in via principale che incidentale, per sostenere la costituzionalità della legge, rappresentato dall'Avvocatura dello Stato. E così farà Meloni, sarda da parte di padre.

I nodi

La Regione, nel suo ricorso presentato a marzo, si era rivolta alla Consulta per il conflitto di competenze, con una critica tutt’altro che velata contro il ricorso ai poteri sostitutivi del Governo e la disciplina sull'eolico a mare. Viale Trento contesta anche i meccanismi che impongono scelte automatiche a scapito della tutela del patrimonio paesaggistico e archeologico, con concessioni calate dall’alto anche in zone di grande pregio. In alcuni casi il silenzio-assenso della Regione ha provocato sconquassi che, uniti al vuoto normativo, non ha fatto altro che agevolare le mire degli speculatori: è accaduto per Saccargia, dove, a breve distanza dalla basilica, sta per sorgere un intervento eolico di vaste proporzioni contestatissimo dai comitati. Secondo la Giunta regionale, la legge nazionale sulle aree idonee è considerata lesiva delle prerogative statutarie. Su tutto questo anche il Governo vuole dire la sua davanti al tavolo della Suprema Corte. Ancora, per forza di cose, non è dato sapere quando si svolgerà la seduta della Consulta, ma dalla Capitale filtrano indiscrezioni di una convocazione in tempi ragionevoli.

La protesta

Anche l’audizione dei costituzionalisti da parte delle commissioni Quarta e Quinta sulla legge Pratobello24 in Consiglio regionale ha lasciato qualche strascico polemico. I Comitati avrebbero voluto essere presenti: «Pur avendo fatto formale richiesta di partecipare in qualità di uditori, nessuna risposta è pervenuta dai presidenti di Commissione», è scritto in una nota del Comitato Sarcidano. «Ignorare la nostra richiesta rivela le reali intenzioni verso l'ascolto di chi quella proposta ha contribuito a elaborarla e a sottoporla alla firma di centinaia di migliaia di sardi». Da qui la richiesta a Giunta e Consiglio di varare la proposta di legge popolare da 211mila firme, assieme a un Piano energetico partecipato e a una nuova legge sulle aree idonee.

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