Arbus, la morte di William Pilloni:bufera sui soccorsi, bagnini assenti
William Harley Pilloni, 17 anni, sanlurese originario della Colombia, è stato inghiottito domenica da un'onda a Pistis.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Le ricerche si sono protratte per tutta la giornata di ieri. Per il momento si sono rivelati vani i tentativi della motovedetta della Capitaneria di Porto di Oristano e degli elicotteri della Polizia e del 118 di trovare William Harley Pilloni, 17 anni, di Sanluri, originario della Columbia, inghiottito dal mare domenica pomeriggio. È stata perlustrata la zona che va da Capo Pecora a Porto Palma. Sono sempre più numerosi i curiosi, molti dotati di binocoli, appostati sulle scogliere di Pistis o sulle dune di Torre dei Corsari, che seguono le evoluzioni degli elicotteri e il passaggio della motovedetta. Ma anche parenti, amici e conoscenti del ragazzo: occhi gonfi dalle lacrime e il dolore segnato sui volti. «Sarà difficile che il ragazzo venga avvistato con un mare così agitato. Le correnti lo tengono sott'acqua e probabilmente lo stanno trascinando verso Capo Pecora», afferma Stefano Atzori, un assiduo frequentatore delle coste di Arbus, che di annegamenti in quelle acque ne ha visti diversi. «Quando a Pistis o Torre dei Corsari si è verificato un annegamento, il corpo è stato sempre ripescato verso Porto Palma», aggiunge.
LE POLEMICHE E come era già accaduto il 26 luglio scorso con la morte di Thomas Martin Birkner, il turista tedesco che ha perso la vita per salvare suo figlio in grosse difficoltà nel mare agitato di Funtanazza, si sono nuovamente scatenate le polemiche sul servizio di salvamento a mare. Ieri sui quarantasette chilometri di costa arburese non si parlava d'altro. «Dobbiamo dire le cose come stanno: i soccorsi sono arrivati molto tardi. Non c'erano neanche i bagnini della Protezione civile provinciale in quanto erano in pausa pranzo», denuncia Stefano Atzori.
NESSUN BAGNINO Quando è accaduta la disgrazia erano le 13,30. In quel tratto di spiaggia, tra Pistis e Torre dei Corsari, non molto distante c'è la torretta di avvistamento, ma nessun bagnino. William Harley Pilloni e il suo amico Federico si sono avvicinati alla battigia e insieme hanno messo i piedi nell'acqua fino ai polpacci. All'improvviso un'onda anomala li ha travolti e in pochi secondi le forti correnti hanno trascinato William al largo. Federico ha cercato di aiutarlo, ma non c'è riuscito. Tutto è accaduto in pochi minuti. Giordano Straforini, un turista modenese, ha assistito alla scena ed immediatamente ha chiamato il 118. Sulla spiaggia i bagnanti, quasi impietriti per non poter aiutare il giovane, che si allontanava sempre di più trascinato dalle correnti. «Sul posto è arrivato Cristiano Murgia, che gestisce il lido di Pistis, e il suo bagnino Francesco Bianco, ma ormai il ragazzo era almeno a duecento metri di distanza», sottolinea Paolo Pintore. Ogni tentativo di raggiungerlo è stato vano.
A 400 METRI DALLA RIVA Neanche i bagnini della Protezione civile provinciale hanno potuto far qualcosa. Anche l'elicottero del 118 è arrivato in ritardo e l'intervento della motovedetta della Capitaneria di Porto sarebbe stato chiesto quando ormai il giovane di Sanluri era già stato inghiottito dal mare. «Il ragazzo si vedeva galleggiare almeno fino a 400 metri dalla riva, è possibile che non ci sia stato un intervento immediato? È inconcepibile quanto successo», polemizza Luciano Bertè di Bergamo. La vita non ha prezzo. «Per il servizio di salvamento le istituzioni dovrebbero investire di più. In spiaggia ci devono essere più bagnini. Bisogna salvaguardare i bagnanti. Se poi accadono le disgrazie, come in questo caso, perché non spendere i soldi prima per salvare una vita, piuttosto che dopo per cercare un disperso», commenta amaramente Cristiano Murgia.
GIAN PAOLO PUSCEDDU