Arbitra 17enne aggredita in Sardegna, Abodi: «Basta parole, facciamo rispettare le norme»
Il ministro: «È passato il tempo dello sdegno, la nuova norma prevede l'arresto»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Nonostante la nostra modifica dell'articolo 583 quater del Codice penale, che adesso assicura una maggior tutela nei confronti degli arbitri e i direttori di gara, continuano le aggressioni nei loro confronti e non succede quasi niente. È passato il tempo delle parole e dello sdegno per queste aggressioni, per questa violenza. Il Governo ha approvato una norma che equipara l'arbitro a pubblico ufficiale e prevede l'arresto per fatti come quello in questione, la Lega Dilettanti e la giustizia sportiva hanno fatto la loro parte. Chi deve far rispettare la norma dello Stato? La risposta è semplice. Vogliamo farla rispettare ? Direi proprio di si». Così Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, su X torna sulla vicenda dell'arbitra 17enne aggredita da un dirigente in Sardegna.
Abodi, poi, ricordando la vicenda che ha visto la ragazza «colpita con schiaffi e pugni da un energumeno travestito da dirigente, che la manda in ospedale dove le hanno dato 45 giorni di prognosi» sottolinea come lo stesso dirigente «sarebbe dovuto essere esempio di lealtà, rispetto, educazione e responsabilità. E la sua società aggiunge un “ma” di troppo», conclude.
(Unioneonline)
