Allarme riabilitazione in Sardegna, migliaia di pazienti in attesa
La Regione non adegua i budget nonostante il ritocco al rialzo delle tariffe: «Risultato inevitabile, con le stesse risorse si acquistano meno prestazioni»(Ansa)
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Una visita fisiatrica si riesce a fare, più o meno, in tutta la Sardegna, ma i problemi arrivano subito dopo, quando il paziente deve iniziare le cure e prenotare direttamente nei centri privati accreditati (qui vengono erogate gran parte delle prestazioni) la riabilitazione prescritta.
È allora che i tempi si allungano, «le attese vanno da sei mesi a un anno», spiega Mauro Piria, presidente del sindacato MedNet e segretario nazionale dell’associazione fisiatri, «perché stiamo riuscendo a garantire la metà delle prestazioni rispetto a due anni fa, e la mancata o ritardata riabilitazione comporta il peggioramento della qualità della vita di persone di ogni età, difficoltà di reinserimento al lavoro, la diminuzione dell’autonomia del cittadino, l’aumento della spesa sociosanitaria».
I budget
L’associazione Mednet accende i riflettori sul mancato adeguamento dei budget della Fkt (la fisiokinesiterapia) al nuovo nomenclatore. Se le tariffe per la remunerazione di queste sedute sono state ritoccate al rialzo (dopo venticinque anni di blocco), «nel Piano d’acquisto trasmesso da Ares a maggio non se ne tiene conto».
«Da oltre un anno segnaliamo ad Ares e all’assessorato una grave criticità», prosegue, «il Piano di acquisto delle prestazioni di specialistica ambulatoriale continua a non tenere adeguatamente conto del nuovo nomenclatore tariffario entrato in vigore dal 1° gennaio 2025. Se le tariffe aumentano in modo rilevante, anche oltre il 50%, ma il budget destinato alla branca resta sostanzialmente invariato o comunque non viene adeguato in misura proporzionata, il risultato è inevitabile: con le stesse risorse si acquistano molte meno prestazioni».
Cristina Cossu
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