Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha annunciato che “saranno resi pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’ estero per la produzione alimentare". Una novità accolta con grande favore dalla Coldiretti Oristano che definisce questo provvedimento "un'autentica rivoluzione nella lotta alla agropirateria e delle frodi a tavola, un passo importante per la tutela del made in Sardegna e del patrimonio agroalimentare locale". Per evidenziare la necessità si un provvedimento di questo tipo è necessario avere i numeri del fenomeno dell'agropirateria.: +248%, dal 2007 al 2013, del valore di cibi e bevande sequestrati dai Nas perché contraffatti, adulterati o falsificati; 40 miliardi di euro il giro di affari ( con un aumento del 20%) dei prodotti importati dall’ estero. Un terzo (il 33% ) dei prodotti venduti in Italia come made in Italy contiene materie prime straniere, all’ insaputa del consumatore. Sempre secondo i dati forniti da Coldiretti Oristano:

Suini: 150 mila animali vivi arrivano settimanalmente in Sardegna, in gran parte dalla Spagna, nord Europa, penisola, macellati e confusi come sardi. Quasi la totalità dei salumi sardi è realizzata con carne nazionale e o straniera ( 55 mila i quintali venduti come sardi ).

Agnelli: oltre 500 mila agnelli vengono importati nell’ isola e venduti come locali, spesso svalutando il prezzo; centinaia di migliaia vengono invece commercializzati nella penisola e venduti come sardi.

Pecorino Romano: parecchie migliaia di quintali che venivano prodotti in Romania e venduti come sardi.

Vino: Cannonau sardo imbottigliato in Veneto in quantità mai partite dalla Sardegna. Il 70% del pesce consumato non è sardo; il pane e le paste sarde vengono realizzati con la quasi totalità dei grani stranieri. Molto del torrone sardo viene realizzato con materie prime estere o nazionali. Nell’ isola arrivano parecchi Tir settimanali di agrumi spagnoli spacciati come sardi.

Un dato approssimativo attesta che il volume di affari dell’ agropirateria in Sardegna è intorno ai 3 miliardi di euro.

Cifre importanti - sottolinea il direttore Coldiretti Oristano Ermanno Mazzetti - che dimostrano come gli spazi commerciali per affermare un settore genuinamente sardo esistono su dimensioni rilevanti in termine di reddito e di occupazione.
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