Si alza il sipario, questa sera alle 18.30, sul Teatro di Terralba, dove l’Associazione Culturale oristanese Kainothomia delle Ombre APS presenta “Il più bel giorno della vita”, commedia-vaudeville in due atti scritta nel 1824 dai drammaturghi francesi Eugène Scribe e François-Antoine Varner. La regia è firmata da Annalisa Torchia, Salvatore Sechi e Carlo Sechi, e lo spettacolo gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale.

Alla vigilia del debutto abbiamo incontrato uno dei tre registi, Carlo Sechi, che ci ha raccontato come è nato il progetto. «Abbiamo scelto questo testo perché, a quasi due secoli di distanza, parla ancora di noi», spiega. «Il matrimonio è considerato per definizione il giorno più bello della vita, ma chiunque abbia organizzato o anche solo partecipato a nozze sa che la realtà è fatta di tensioni, imprevisti e piccole battaglie familiari. Scribe e Varner l’avevano capito benissimo». La vicenda è ambientata nella Parigi del Signor de Saint-André e prende di mira, con leggerezza ma anche con una certa urgenza, le ansie e le manie che precedono le nozze. Quello che dovrebbe essere un momento di pura felicità si trasforma rapidamente in una catena di piccoli disastri: malintesi, pressioni dei parenti, interferenze di ogni genere e ipocrisie sociali si accumulano fino a rendere la giornata tutt’altro che idilliaca. «Il meccanismo è quello tipico del vaudeville ottocentesco», prosegue Sechi, «fatto di equivoci, ritmo serrato e situazioni che sfuggono di mano. Ma sotto la risata c’è una riflessione: la distanza tra la felicità ideale promessa dalla convenzione sociale e la realtà grottesca, stressante e molto terrena che vivono i protagonisti. È una satira delle ipocrisie borghesi che non ha perso nulla della sua attualità». Lavorare in tre alla regia, racconta, è stata una scelta di condivisione più che di divisione dei compiti. «Con Annalisa e Salvatore ci siamo confrontati continuamente. Un testo corale come questo richiede più sguardi, perché ogni personaggio ha le sue manie e il suo piccolo cortocircuito da far emergere. Il confronto ha reso il lavoro più ricco e, devo dire, anche più divertente». Non manca un pensiero per il pubblico di Terralba. «Ci fa piacere portare lo spettacolo in un teatro così caro alla comunità, e ringraziamo l’Amministrazione Comunale per il patrocinio. Invitiamo tutti a venire: ci si diverte, si sorride di sé stessi e magari si esce guardando con più indulgenza ai propri preparativi, di nozze e non solo».

L’appuntamento è dunque per questa sera: un’occasione per trascorrere una serata di teatro all’insegna dell’ironia, con una commedia che dimostra come il “giorno più bello” sia spesso, anche, il più rocambolesco.

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