Le nuove generazioni di Transistor a Cagliari, per la decima edizione
Il festival di Cada Die Teatro inaugura un nuovo anno nel tema "Senza paura!"Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un programma interamente dedicato alla spesso tralasciata gioventù isolana, senza differenziare per percorsi di vita: fa ritorno per la sua decima edizione il festival Transistor – Nuove generazioni, organizzato da Cada Die Teatro sotto la direzione artistica di Mauro Mou. Scegliendo quest'anno come tema "Senza paura!" – che sia quella di esser giudicati, non sentirsi all'altezza, restar soli o prendere posizione, ma anche quella nata da guerra, violenza e discriminazioni – la rassegna intende attraversare tali paure, riconoscendo le fragilità come occasioni di relazione ed espressione.
Dopo l'apertura di mercoledì 28 che ha coinvolto gli studenti delle scuole superiori di Pirri nell'incontro su don Lorenzo Milani con Francesco Niccolini, intitolato "Senza paura di imparare – La scuola più bella che c’è" e realizzato da Patto di Comunità con il coordinamento di Silvestro Zaccardi, Transistor si prepara a incontrare il pubblico sabato 31 e domenica 1 al Centro La Vetreria di via Italia 63, mentre la giornata di venerdì 30 viene dedicata all'Istituto Penale per i Minorenni di Quartucciu.
Proprio la struttura circondariale fa da teatro a "Senza paura di uscire", intervento scenico costruito con gli ospiti dell'Istituto e nato dall'intreccio di teatro e rap che Cada Die porta avanti con l'associazione Crisi Come Opportunità: nell'ultimo anno l'impegno è andato a concentrarsi su "Raza", breve pièce teatral-musicale liberamente tratta da "A Pakistani Boy’s Story" di Ayesha Saddiqa e Ali Raza, con regia e drammaturgia affidate a Mou stesso. Oltre ai ragazzi della struttura partecipano allo spettacolo anche i Cuori di Panna Smontata della Scuola di Arti Sceniche La Vetreria, in una storia di migrazione con protagonista il giovane Alì, narrata attraverso le parole della sorella.
L'indomani ha invece inizio il programma a La Vetreria, partendo già alle 11 con la produzione Cada Die dal titolo "My Amy", interpretata dai Cuori di Panna Smontata e diretta da Mou, in una sceneggiatura firmata da Niccolini. Concepito nell'ambito del Festival dei Tacchi, il lavoro racconta Amy Winehouse non come gelida icona, ma come giovane donna con passioni, fragilità e delusioni, interrogando il rapporto tra successo e solitudine. Alle 18:30 in sala Portico fa seguito l'incontro "Senza paura di ricordare – Capire la guerra, promuovere la pace", promosso da Scuola di Cultura Politica “Francesco Cocco”, Anpi, Università di Cagliari e Cada Die con ospiti Mauro Tuzzolino, Francesca Pubusa e Salvatore Deiana. Al centro i temi di guerra, Costituzione, responsabilità politiche e sociali e costruzione collettiva della pace, includendo pure un momento per ricordare le bombe alleate su Cagliari del 1943, attraverso il lavoro d'archivio compiuto da Pierpaolo Piludu. Si apre uno spazio per la musica dalle 20:30, prima con il giovanissimo cantante e suonatore di oud gazawi Samih Madoun in "Senza paura del conflitto", e poi con lo speciale anniversario di "Conflitto – 30 Anni Dopo", che vede i romani Assalti Frontali salire trent'anni dopo sullo stesso palco pirrese dove avevano presentato l'esordio, insieme ai Forms e a Don Ghinzo e Francesca Amati, voce dei Comanecì.
Nella giornata finale di domenica si torna a La Vetreria per la stessa ora del giorno prima, con il laboratorio circense e bilingue di "Spassiadroxu" offerto da Teatro del Sottosuolo e diretto da Ado Sanna, per coinvolgere ragazzi e adulti nell'arte di palline, floulard, clave, bastoni da equilibristi e monocicli, imparando da ciascun errore. Alle 18:30 va in scena la replica di "My Amy", per concludere poi alle 20 con lo studio performativo "Tepe – Traccia in divenire", di e con Donatella Martina Cabras in una produzione Movimentopoetico sostenuta da Carovana Smi e Comune: un lavoro che trae ispirazione dal pensiero di Matteo Meschiari, delineato nel volume "Antropocene fantastico", in una riflessione sul rapporto tra corpo e paesaggio.
Per tutta la durata di Transistor, il piazzale della Vetreria ospita l'installazione "Senza paura", tra immagini, video, voci e parole curate da Francesca Pani con Mou, Lara Farci e i giovani ospiti dell'Istituto minorile quartuccese, che collega simbolicamente quest'ultima struttura con l'altro luogo-simbolo del festival. Una decima edizione ricca di proposte quanto di significati, che vanta il supporto di Ministero della Cultura, Regione, Città Metropolitana, Comune e Municipalità.
