Il Distretto Rurale Sant’Isidoro si racconta per la prima volta fuori dalla Sardegna. L’occasione è quella delle giornate del Vinitaly, dove il Distretto ha scelto di presentarsi al grande pubblico. A monte, il progetto si inserisce nel solco tracciato dalle organizzazioni agricole, tra cui Coldiretti, che promuovono la creazione di reti territoriali capaci di mettere a sistema risorse produttive, culturali e ambientali. DirSi, fondazione di partecipazione pubblico-privata, coinvolge i comuni di Quartu Sant’Elena, Quartucciu e Maracalagonis. Nasce con l’obiettivo di valorizzare un territorio preciso grazie a un partenariato che unisce amministrazioni comunali, Coldiretti, Campagna Amica, associazioni culturali e imprese locali. Un modello che punta a trasformare il paesaggio rurale in una leva di sviluppo, identità e coesione.

Al centro della presentazione, i vini delle tre cantine che rappresentano il Distretto: Cantina di Quartu, Mulleri e Cantine Fraponti. Tre realtà diverse per dimensione e impostazione, ma accomunate da un forte legame con il territorio. La serata assume un significato particolare anche per il centenario della Cantina di Quartu, che celebra cento anni di storia cooperativa. La degustazione è stata condotta dal giornalista e gastronomo Francesco Bruno Fadda, che ha guidato gli ospiti tra le etichette proposte, abbinate alle preparazioni dello chef del Trigu Bistrò, che ha ospitato l’evento.

Non casuale  la scelta del nome del locale, fondato da Roksolana “Roxy” Kutkovska e Francesco Zirano “trigu”, in sardo, significa grano, richiamando le stesse radici che il Distretto intende valorizzare. “Attraverso questa iniziativa vogliamo raccontare, prima ancora dei singoli prodotti, il senso del nostro lavoro: costruire relazioni tra territori, imprese e comunità”, ha sottolineato il presidente del Distretto Carlo Secci, evidenziando anche il valore simbolico del centenario della Cantina di Quartu.

(Unioneonline)

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