“Gli invisibili, ammazzati dalla mafia”: mostra fotografica all'Asinara
L’esposizione a cura di Lavinia Caminiti verrà inaugurata la mattina del 23 settembrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si intitola “Gli invisibili, ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza” la mostra fotografica, a cura di Lavinia Caminiti, che verrà inaugurata la mattina del 23 settembre sull’isola dell’Asinara, presso il Museo del Parco allestito nella ex diramazione centrale di Cala d’Oliva. L’iniziativa, organizzata dalla Regione Autonoma della Sardegna e l’Agenzia regionale Conservatoria delle Coste della Sardegna, è patrocinata dall’Associazione Nazionale Magistrati e dal Parco nazionale dell’Asinara. L’evento intende, soprattutto, promuovere nelle nuove generazioni una consapevolezza critica rispetto al confine tra legalità e illegalità, rispetto al significato della giustizia fondata sulle leggi dello Stato e sui principi della Costituzione, nonché rispetto ai pericoli rappresentati da forme di “giustizia alternativa” e dalla cultura mafiosa. Una cultura che talvolta si manifesta apertamente negli omicidi e negli attentati che hanno segnato città come Palermo, Catania, Roma, Firenze, Milano, Napoli e Torino, e che altre volte si nasconde in atteggiamenti e comportamenti quotidiani diffusi non solo in Sicilia ma in tutto il territorio nazionale e oltre. Dopo i saluti istituzionali di Alessandra Todde, presidente della Regione Autonoma della Sardegna, in collegamento tramite videomessaggio, di Massimo Mulas, sindaco del Comune di Porto Torres, Maria Elena Dessí, direttore esecutivo dell'Agenzia conservatoria delle coste della Sardegna, Gianluca Mureddu, presidente del Parco nazionale dell'Asinara e Vittorio Gazale, direttore del Parco Nazionale dell'Asinara. Inoltre interverranno Luigi Patronaggio, procuratore generale di Cagliari, Giuseppe Tango, presidente dell'Associazione nazionale Magistrati, Fernando Asaro, procuratore della Repubblica di Marsala, Gaspare Sturzo, sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione; oltre a Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo ucciso dalla mafia, il docente Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto vittima di Cosa Nostra, Giuseppe Costanza, autista del giudice Falcone, Gianmaria Deriu, volontario del Parco Nazionale dell'Asinara, ex ispettore superiore della Polizia Penitenziaria. Modera l’incontro Andrea Vacca, sostituto procuratore di Cagliari. La mostra mette a confronto immagini contemporanee e documenti realizzati immediatamente dopo i delitti, componendo, tassello dopo tassello, un tragico itinerario della memoria dimenticata: «un passato che si vuole passi inosservato, un presente che non ha il coraggio di ricordarlo». La forza evocativa delle immagini mostra come persino le tragedie più difficili da sopportare siano cadute, in alcuni casi, nell’oblio della stessa generazione che le ha vissute o risultino del tutto sconosciute alle nuove generazioni. Le fotografie ritraggono luoghi che furono teatro di efferati omicidi: non solo quelli di uomini delle istituzioni, ma anche di donne, uomini e bambini comuni, colpevoli soltanto di aver desiderato una terra più giusta e sana.
