Aerei, la grande fuga d’ottobre: nell’Isola voli in calo dell’80%
Drastico taglio dei collegamenti per cinque mesi, e il turismo soffrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
E anche quest'anno, a fine ottobre, i voli che uniscono direttamente la Sardegna al resto d'Europa vanno in letargo. Tra un mese e mezzo arriva il solito drastico crollo dei collegamenti (extra continuità territoriale): le rotte si contraggono di circa l'80%.
Meno marcato il calo a Cagliari, molto elevato a Olbia e Alghero, e anche se le compagnie aeree stanno ancora mettendo a punto il quadro finale (qualcosa si aggiungerà), e anche se ci sono new entry (Volotea si rafforza sullo scalo "Aga Khan", Wizzair e EasyJet su Elmas), la situazione fino ad aprile – per cinque lunghi mesi – è desolante. E quest'inverno, con l'aumento spropositato del costo del jet fuel dovuto alle guerre, la congiuntura è sfavorevolissima, perché tenere fermi i mezzi è più conveniente che farli viaggiare non a pieno carico e a tariffe "low".
Dai dati dell'assessorato regionale al Turismo riferiti al 2025, emerge l'impatto dei tagli "winter" sugli arrivi nell'Isola: a giugno, luglio e agosto quasi 2,8 milioni; ad aprile, maggio, settembre e ottobre poco più di 2 milioni; a gennaio, febbraio, marzo, novembre e dicembre 374mila. Insomma, il turismo non balneare è sempre un'utopia.
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