Arzachena studia il segreto della longevità tra Gallura e Corsica
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Non soltanto ciò che si mangia, ma anche il territorio in cui si vive, le produzioni locali, le abitudini familiari e una cultura alimentare tramandata nel tempo. È partito da questi elementi il confronto ospitato ieri mattina, 17 settembre, alle Tenute Pilastru di Arzachena, dedicato al rapporto tra alimentazione, cultura, salute e longevità nel Mediterraneo. Il convegno, dal titolo “Alimentazione di prossimità e longevità: un ponte tra Sardegna e Corsica”, ha concentrato l’attenzione in particolare su Gallura e Corsica, territori separati da un breve tratto di mare ma accomunati da numerosi elementi storici, ambientali e culturali.
Uno degli aspetti emersi durante i lavori riguarda proprio il valore dell’alimentazione come espressione di una comunità. Non un semplice insieme di nutrienti e calorie, ma il risultato delle risorse disponibili, delle attività agropastorali, dei sistemi produttivi, delle relazioni economiche e familiari e di una memoria collettiva modificatasi nel corso delle generazioni. Al centro del confronto anche il legame tra questi modelli tradizionali e i possibili effetti sulla salute. Gli studi richiamati dai promotori, tra cui quelli condotti dal dottor Ferdinando Abeltino, indicano per Arzachena livelli di longevità particolarmente elevati, comparabili, secondo le indagini presentate, con quelli registrati in alcuni dei comuni maggiormente rappresentativi della cosiddetta “Zona Blu” sarda.
Ad aprire i lavori è stato lo stesso Abeltino. Sono seguiti i saluti istituzionali di Stefano Cossu, in rappresentanza dell’assessorato regionale al Turismo, del sindaco di La Maddalena Fabio Lai, dell’assessora comunale di Arzachena Claudia Giagoni e del parlamentare Dario Giagoni. Sono intervenuti inoltre Alessandro De Peru, dirigente del Demanio regionale, e don Paolo Pala. La parte scientifica ha visto confrontarsi studiosi delle università delle due isole. Hanno presentato le loro relazioni Vannina Lari, Jean-Michel Sorba e Tony Fogacci dell’Université de Corse, Giovanni Antonio Farris, Alessandra Errigo e Giovanni Mario Pes dell’Università di Sassari.
Dal convegno è emersa così una prospettiva transfrontaliera che guarda alle tradizioni alimentari non soltanto come patrimonio da conservare, ma anche come materia di studio per comprendere quanto ambiente, stili di vita e produzioni di prossimità possano incidere sul benessere delle popolazioni mediterranee.
