Pecoraro Scanio: sul nucleare non ignorare la volontà popolare

13 giugno 2026 alle 13:47
Milano, 13 giu. (askanews) - "A quindici anni dal referendum del 12 e 13 giugno 2011, con cui gli italiani bocciarono nettamente il ritorno al nucleare, assistiamo nuovamente al tentativo del Governo di imporre una scelta energetica che ignora sia la volontà popolare sia le evidenze scientifiche ed economiche". Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell'Ambiente e Presidente della Fondazione UniVerde insieme a Luigi Gabriele presidente di consumerismo.it. "Il nucleare da fissione continua a essere una tecnologia estremamente costosa, fuori mercato e caratterizzata da tempi di realizzazione incompatibili con le esigenze energetiche attuali. Basta guardare alle difficoltà economiche affrontate in questi anni da grandi operatori del settore come EDF in Francia, dove l'intervento pubblico si è reso necessario per sostenere costi sempre più elevati legati alla gestione e alla sicurezza degli impianti".Secondo Pecoraro Scanio e Gabriele restano inoltre irrisolte le questioni legate alle scorie radioattive: "L'Italia non è ancora riuscita a individuare e realizzare un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi già esistenti. Pensare oggi a nuove centrali significa aggiungere ulteriori problemi senza aver risolto quelli ereditati dal passato".L'ex Ministro con il rappresentante dei condomini sottolineano come le priorità del Paese siano altre: "Famiglie e imprese hanno bisogno di ridurre subito il costo delle bollette, non tra vent'anni. Le risorse pubbliche devono essere indirizzate verso l'efficienza energetica, l'autoproduzione diffusa e le fonti rinnovabili, tecnologie già disponibili e in grado di generare benefici immediati".Pecoraro Scanio rilancia inoltre la proposta del "Pannello di cittadinanza": "Occorre sostenere concretamente i cittadini nell'installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, consentendo a tutti, anche alle famiglie con minori disponibilità economiche, di produrre energia pulita e ridurre la dipendenza dal mercato energetico ."Se il Governo continuerà a perseguire una scelta che riteniamo antieconomica, superata e priva di consenso popolare - concludono Pecoraro Scanio e Gabriele - sarà necessario restituire la parola ai cittadini attraverso un nuovo referendum. Le decisioni sul futuro energetico del Paese devono essere fondate su dati, sostenibilità economica e partecipazione democratica, non su forzature ideologiche".