Lettera di Meloni a Bruxelles: «Serve più flessibilità» Von der Leyen: «Ve l’abbiamo già data»
La premier chiede di tenere conto della fiammata dell’inflazione e sostenere famiglie e imprese(Ansa)
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La morsa dell'inflazione attanaglia anche la manovra. La fiammata di settembre, con il dato annuo già proiettato sopra il 3%, rischia di restringere i margini di spesa e il governo è in allarme. La premier Giorgia Meloni manda un avvertimento all'Ue: in queste condizioni, con lo "spazio limitato" concesso dalle regole sulla spesa, non si potranno aiutare famiglie e imprese senza "misure restrittive".
Bruxelles, prima ancora di ricevere la lettera da Roma (arrivata in serata) mette subito le mani avanti: "Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri".
Il tema è stato al centro di un vertice di due ore a Palazzo Chigi, durante il quale è stato fatto anche il punto sui prossimi passi verso la manovra. Al Mef si invoca "serietà", preannunciando una messa a punto "difficile", anche alla luce dell'andamento dei titoli di Stato e del rialzo dei rendimenti. Di fronte ad uno spread arrivato a 118,5 punti, la preoccupazione è alta.
Ma l'osservata speciale ora è l'inflazione. E la lettera preannunciata dalla premier è sul tavolo della Commissione. Meloni, rivolgendosi a Ursula von der Leyen, chiede maggiore flessibilità delle regole di bilancio per varare una finanziaria che aiuti famiglie e imprese in questo contesto difficile. Nella missiva si chiede anche di usare "almeno una parte" dell'extragettito derivante dal caro-prezzi per "attenuare temporaneamente e in modo mirato l'aumento dei costi energetici".
Una posizione, quella italiana, di cui Giorgetti ha già parlato con i colleghi europei, ma al momento a Bruxelles c'è grande cautela.
(Unioneonline)
