Guerra e rialzo dei prezzi: anche in Sardegna esposto del Codacons contro le speculazioni
L’associazione chiede che nell’Isola siano avviate verifiche su «chi sfrutta la crisi in Medioriente per danneggiare i consumatori»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Codacons ha presentato presso le Procure della Repubblica di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari un esposto contro «possibili fattispecie di rialzo fraudolento dei prezzi e manovre speculative su merci», adottate con la motivazione della guerra in corso in Medioriente.
Un esposto depositato non solo in Sardegna, ma anche nelle altre regioni, allo scopo di sollecitare indagini penali volte a verificare se sui prezzi al dettaglio di molteplici settori si stiano verificando eventuali speculazioni che sfruttano la crisi internazionale «per aumentare artatamente i listini danneggiando i consumatori».
«Le crisi geopolitiche e le tensioni nei mercati energetici allo stato attuale – spiega il Codacons – rappresentano momenti di particolare fragilità per l’equilibrio economico globale. Quando tali dinamiche coinvolgono beni essenziali – quali energia, carburanti, prodotti agricoli, alimentari e materie prime industriali – l’impatto incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sul potere d’acquisto delle famiglie e sull’equilibrio dell’intero sistema economico. Negli ultimi giorni – prosegue l’associazione – si segnalerebbe un significativo aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive, tra cui quella energetica, agricola, alimentare e industriale. Un aumento di tale entità comporta effetti economici estremamente significativi».
Aumenti che non riguarderebbero solo i carburanti. «Alcuni osservatori – prosegue il Codacons - del settore agroalimentare hanno infatti segnalato il rischio di aumenti nei prezzi dei fertilizzanti, delle materie prime agricole e dei prodotti alimentari, con un conseguente incremento dei prezzi al consumo. Il rialzo del costo dei carburanti sta già producendo effetti sui prezzi dei prodotti alimentari, con aumenti segnalati su diverse categorie di prodotti ortofrutticoli».
Ancora, «ulteriori segnali di possibili tensioni speculative parrebbero emergere anche nel settore industriale: alcuni fornitori di materie plastiche utilizzate per la produzione di bottiglie di acqua minerale avrebbero richiesto aumenti fino al 30% sui prezzi della plastica, con incrementi stimati tra 200 e 250 dollari a tonnellata. Tali aumenti, secondo gli stessi operatori del settore, sarebbero stati giustificati con le tensioni geopolitiche e con le possibili interruzioni delle forniture energetiche, circostanza che tuttavia merita approfondita verifica sotto il profilo della reale incidenza sui costi di produzione».
Segnalati poi rialzi dei listini che riguardano «il rame con un balzo che sfiora il 40%, il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Il settore delle costruzioni lamenta poi incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso (a fronte di un rialzo del 12% del future alla Borsa di Shanghai) e le membrane, +10% per il calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche accusano incrementi del 30%. Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%».
Per tali motivi il Codacons ha chiesto alle Procure di disporre sul territorio di competenza «l’apertura di accertamenti investigativi volti a verificare la dinamica di formazione dei prezzi» e la «possibile configurabilità di condotte penalmente rilevanti, con particolare riferimento alle fattispecie previste dagli art. 501 bis cod. pen. e art. 501 cod. pen., nonché di ogni altra ipotesi di reato che dovesse emergere all’esito delle indagini, disponendo accertamenti delegati alla Guardia di Finanza e agli altri organi di polizia giudiziaria competenti, anche mediante l’acquisizione della documentazione relativa ai listini, ai costi di approvvigionamento e alle dinamiche di formazione dei prezzi nelle diverse fasi della filiera economica».
(Unioneonline)
