Soffre il Sud Sardegna per gli effetti della nuova risalita dell’inflazione registrata a livello nazionale. Secondo i dati preliminari diffusi da ISTAT, ad aprile l’indice nazionale dei prezzi al consumo segna un aumento dell’1,2% su base mensile e del 2,8% su base annua, in accelerazione rispetto al mese precedente con energia e alimentari freschi a tirare la crescita.

Una dinamica che, seppur nazionale, si riflette in maniera diretta anche sul territorio del Sud Sardegna, dove il tessuto economico è fortemente legato ai consumi delle famiglie e alle micro e piccole imprese del commercio e dei servizi.

«L’aumento dell’inflazione registrato ad aprile rappresenta un segnale che non possiamo sottovalutare – commenta Marco Mainas, presidente di Confcommercio Sud Sardegna – soprattutto in un territorio come il nostro, dove il potere d’acquisto delle famiglie è già messo alla prova da redditi medi più bassi rispetto ad altre aree del Paese».

RISCHIO EFFETTI A CATENA – Secondo Mainas, l’incremento dei prezzi legati all’energia rischia di avere effetti a catena: «Il caro energia incide non solo direttamente sulle famiglie, ma anche sui costi operativi delle imprese, dal trasporto delle merci alla gestione quotidiana delle attività. Se questa tendenza dovesse proseguire, il rischio concreto è una contrazione dei consumi».

Particolarmente rilevante, secondo Confcommercio, è l’aumento dei prezzi dei beni di largo consumo e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, che impattano direttamente sulla spesa quotidiana. Un elemento che può influenzare negativamente la fiducia dei consumatori.

IMPRESE IN DIFFICOLTÀ – «Nel Sud Sardegna vediamo già segnali di maggiore prudenza da parte delle famiglie – prosegue Mainas – con una riduzione della spesa non essenziale e una crescente attenzione al prezzo. Questo si traduce in un rallentamento per molte attività commerciali, soprattutto nei centri più piccoli».

L’inflazione acquisita per il 2026 si attesta al 2,4%, mentre l’indice armonizzato europeo segna un +2,9% su base annua, valori che si avvicinano alla soglia del 3% e che alimentano preoccupazioni anche in chiave futura.

LE MISURE – «È fondamentale monitorare con attenzione l’evoluzione dei prezzi – conclude Mainas – e mettere in campo misure che sostengano sia il potere d’acquisto delle famiglie sia la competitività delle imprese locali. Senza interventi mirati, il rischio è quello di frenare ulteriormente la crescita del territorio».

(Unioneonline/v.l.)

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