Una storia di luce, speranza e affetto: Angelica Grivel Serra presenta "Pinolina portasole"
Un libro “buono” che unisce fantasia, valori umani e attenzione verso chi è più fragilePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È una storia di luce, speranza e affetto, quella di Pinolina. Una bambina di sette anni, che corre spensierata per le strade del borgo di Ulissania e saluta tutti con un sorriso. Ogni giorno va a trovare il suo amico speciale: Riccardo, il sarto del paese. É una gioia reciproca vedersi: condividono la bellezza della loro amicizia e del mondo del cucito, fatto di bottoni, fili e gessetti, che quasi si animano contagiati dalla vivacità della bambina e dalla creatività dell'artigiano. Passano gli anni, ma il legame non si attenua. Pinolina parte, gira il mondo, senza mai dimenticarsi di Riccardo, che aspetta sempre sue notizie, come se un filo sottile ma resistente unisse i loro cuori. Dall'ispirazione di Angelica Grivel Serra, laureata in Filosofia e già autrice di romanzi, nasce “Pinolina portasole”, edito dalla Compagnia del Mantello e arricchito dalle illustrazioni di Alice Coppini.
È un “libro buono”, pensato e realizzato a scopo benefico. «Ho scelto di donare questa storia», spiega l'autrice, «per portare un po' di luce ai bambini che vivono negli ospedali, nei protettorati, nelle case famiglia». Il libro non si trova nelle librerie, perché non è destinato alla normale vendita; chi vuole partecipare all'iniziativa può visitare il sito della casa editrice e donare una copia alle strutture che accolgono i bambini in difficoltà.
«Pinolina è in viaggio», spiega ancora Angelica Grivel Serra, «i volontari e le volontarie l'hanno già consegnata in tante città d'Italia. Spero che presto possa arrivare anche in Sardegna». Una storia pensata per un pubblico di giovanissimi, ma che affronta un tema cruciale: la cura degli anziani. La fiaba unisce fantasia e vita vissuta: «So cosa significa adottare un nonno», spiega ancora l'autrice, «grazie all'esperienza che mi ha fatto vivere mia madre: c'è molto di lei in Pinolina». Le parole e le immagini regalano una lettura intensa e coinvolgente, impreziosita dalle riflessioni conclusive di Paolo Fresu, trombettista e compositore, che ha sposato l'iniziativa e definisce l'opera «un Circo Barnum collodiano che evidenzia il valore della manualità e della creatività dei mestieri ma, soprattutto, l'importanza delle relazioni umane, della memoria e dei saperi oltre che della passione per ciò che si ama».
