Si è rinnovata a Suelli l’antica tradizione di “Santu Anni e Froris”, il suggestivo rito del salto dei fuochi di San Giovanni organizzato dall’associazione Santrujosci Obispu insieme alla parrocchia di San Pietro Apostolo.

Dopo la celebrazione della Santa Messa e la benedizione dei falò, numerosi partecipanti hanno compiuto il tradizionale salto dei foghidonedus de Santu Anni, gesto simbolico che sancisce un vincolo di fratellanza spirituale destinato a durare per tutta la vita. Un rapporto considerato dalla tradizione popolare paragonabile a quello che unisce i testimoni di nozze o i padrini di battesimo.

Il rito è accompagnato dall’antica formula in lingua sarda: “Fillu de Santu Anni, fillu de Deusu. Gopai seusu po cantu biveusu” e, per le donne, “Filla de Santu Anni, filla de Deusu. Gomai seusu po cantu biveusu”, con cui i partecipanti diventano ufficialmente “Santu Anni e froris”. Una consuetudine dalle radici secolari, tanto significativa da essere ricordata anche da Grazia Deledda nel romanzo Marianna Sirca, e che ancora oggi continua a rappresentare un importante momento di identità e condivisione per la comunità di Suelli.

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