Gli scavi archeologici nel sito del villaggio medievale di Geridu, nelle campagne di Sorso, continuano a riservare scoperte preziose per la comprensione del Medioevo rurale sardo. Le ricerche in corso, all’interno del perimetro murario di un’abitazione incendiata attorno al 1350, hanno messo in luce fasi abitative precedenti, con strutture murarie databili al Duecento. Approfondendo ulteriormente lo scavo, gli archeologi hanno identificato un’occupazione dell’area databile a piena età giudicale (XI-XII secolo), con la muratura di un’abitazione ancora più antica probabilmente di età giudicale o altomedievale.

Il professor Marco Milanese, ordinario di Archeologia all’Università di Sassari e direttore dello scavo, ha dichiarato: “Si tratta dello straordinario ritrovamento di tre abitazioni medievali sovrapposte l’una all’altra nel medesimo spazio che testimoniano che per almeno trecento anni (dal 1000-1100 al 1350) le case del villaggio sono state costruite, vissute, demolite e ricostruite sempre nel medesimo areale”.

Le ricerche si svolgono nel contesto di lavori per la realizzazione della nuova recinzione del sito archeologico, di misure di valorizzazione e di un impianto di videosorveglianza.

I risultati sono stati presentati questa mattina, nel sito di Geridu, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato pure Gabriella Gasperetti (Funzionaria Soprintendenza SABAP Sassari e Nuoro), Fabrizio Demelas (Sindaco della Città di Sorso), Federico Basciu (Assessore alla Cultura – Città di Sorso), Justin Leid Wenger Università Stanford, professore di Archeologia, che collabora con Marco Milanese assieme a tre dottorandi.

La prosecuzione delle ricerche permetterà di indagare ulteriormente la profondità del tempo e scoprire le fasi di fondazione del villaggio medievale e i suoi rapporti con le tracce di età romana, che testimoniano la presenza di un insediamento più antico, nello stesso sito dove in età giudicale o anche precedentemente sarà organizzata la “bidda de Geriti”.

Gli scavi proseguono anche nell’area della chiesa di Sant’Andrìa (la parrocchiale di Geridu) e confermano la planimetria della grande chiesa gotica medievale, un edificio proporzionato al numero di abitanti (circa 1500) stimabile attorno al 1320. Emergono le strutture del campanile quadrato, le tracce della pavimentazione del transetto e della navata, della demolizione della chiesa avvenuta nell’Ottocento per recuperare i grandi blocchi calcarei e riutilizzarli nella nuova parrocchiale di San Pantaleo a Sorso.

Si trovano anche i resti della chiesa romanica di Geridu dell’XI secolo (d’età giudicale), che venne demolita, anche perché ormai diventata insufficiente, per realizzarne una più grande in stile gotico.    Con l’auspicabile prosecuzione degli scavi si spera di identificare forma e dimensioni di questa chiesa romanica più antica (ma che si crede non essere stata la chiesa più antica di Geridu, in quanto probabilmente preceduta da una altomedievale).

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