Quando gli animali si mettono in viaggio
Nel libro di Claudia Fachinetti il giro del mondo in dieci migrazioni straordinariePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Orsi polari, squali bianchi, farfalle monarca, pinguini di Adelia... Cos'hanno in comune questi e altri animali così diversi tra loro? L'istinto invincibile che li spinge a migrare. Lo confermano dieci storie di spostamenti planetari ai limiti dell'incredibile raccontate da Claudia Fachinetti nel volume “Animali in viaggio” (Il battello a vapore, 2024,pp. 288). Scopriamo così viaggi attraverso continenti e oceani, nelle profondità degli abissi e oltre le vette più inaccessibili del Pianeta, in una sfida per la sopravvivenza che appassiona e commuove.
Non aspettiamoci però un trattato di zoologia o di biologia. I racconti sono sì accompagnati da mappe, statistiche e schede di approfondimento, per riflettere con stupore e consapevolezza sulla forza dirompente della Natura. Nella sua narrazione, Claudia Fachinetti si affida, però, a protagonisti di eccezione: ogni storia è raccontata dalla voce di un protagonista e ci porta nel vivo della migrazione. Che sia di sola andata o preveda un ritorno; che si svolga in solitaria o in gruppo; che sia innescato dal variare della stagione o da un cambiamento nella biologia del viaggiatore, ogni itinerario è un'esperienza straordinaria, piena di rischi e incognite, dove la partenza è certa, l'arrivo molto meno. Tutto ciò che sta in mezzo rimane la più entusiasmante delle avventure.
A Claudia Fachinetti chiediamo come è nata l’idea di un libro di viaggio con protagonisti tanto particolari:
«Il libro nasce un po' da quello precedente, Lasciami andare (Piemme, 2023), che parla del viaggio straordinario di una famiglia di orche dall'Islanda al Mediterraneo. Da lì mi è venuta voglia di approfondire l'argomento e raccontare ai ragazzi le più spettacolari migrazioni che molte specie intraprendono ogni anno, in gruppo o in solitaria, marciando, nuotando o volando per centinaia o migliaia di chilometri».
Cosa hanno in comune gli animali che sono protagonisti del libro?
«Quell'impulso irrefrenabile per la sopravvivenza della specie che li spinge a mettere da parte paure e fatica per affrontare viaggi pieni di pericoli e incognite. Guidati dalla fame e dalla sete, dal desiderio di riprodursi o mettere al mondo i piccoli in luoghi adatti e protetti, oppure ancora per sfuggire al freddo o alla siccità i migratori sono pronti a rischiare la vita per compiere il loro ciclo».
Quale tra gli animali che ha raccontato del libro l’ha colpita maggiormente?
«Sicuramente la femmina di squalo bianco Nicole, come è stata battezzata dai ricercatori che hanno applicato sulla sua schiena un trasmettitore. In 99 giorni dal Sudafrica ha raggiunto l'Australia e neanche 9 mesi dopo è stata nuovamente avvistata nel luogo di partenza. Si conosce molto poco di questi grandi pesci e mi affascina pensare al suo viaggio transoceanico in solitaria di oltre 22 mila chilometri, tra andata e ritorno. Non si sa esattamente il perché di questo viaggio ma è sicuramente un qualcosa di sorprendente e al momento nessun altro squalo dotato di trasmettitore ha eguagliato il suo record. Anche le migrazioni delle locuste mi hanno impressionata molto, soprattutto quella che ho raccontato nel libro e che spiega come in un anno particolare di venti favorevoli un gruppo di questi insetti sia riuscito persino ad attraversare l'oceano Atlantico e a raggiungere i Caraibi. Gli individui sono riusciti nell'impresa fermandosi a riposare sui corpi galleggianti delle altre locuste morte dalla fatica. Una cosa macabra se vogliamo ma anche geniale».
Lei ama unire racconto e scienza...perché questa scelta?
«Alcune persone, grandi e piccole, ritengono la scienza noiosa e non amano approfondire con libri divulgativi ed enciclopedici il mondo degli animali ma, per contro, tutti amano le storie per questo i romanzi che raccontano storie di natura e animali possono coinvolgere e raggiungere proprio tutti, non solo chi già ama la scienza. Inoltre, la narrativa ti permette di immedesimarti e empatizzare con i personaggi e in questo caso stimola un maggior rispetto nei confronti degli animali, il desiderio di proteggerli e anche la voglia di conoscerli di più. Io amo raccontare storie, di qualsiasi genere, ma da scienziata e ambientalista sento un desiderio profondo di sensibilizzare i miei lettori nei confronti della tutela del nostro pianeta».
Ma alla fine, come si accenna nel libro, migreremo nello spazio, magari con qualche animale appresso tipo arca di Noè?
«Mi piaceva l'idea di non fermarmi solo al presente e al mondo degli animali, per questo in alcuni box di approfondimento che intervallano i capitoli con le storie dei migratori, ho coinvolto il giornalista Fabrizio Gatti, per la parte che riguarda le migrazioni umane, e Adamantia Paizis dell'INAS (Istituto Nazionale di AstroFisica) per le ipotetiche migrazioni nello spazio. Probabilmente, come ha detto Adamantia, non lasceremo mai il nostro pianeta e proprio per questo dobbiamo impegnarci di più a conservarlo. Più probabile, invece, che aumenteranno le persone migranti a causa dei cambiamenti climatici che stanno causando sempre più problemi sia agli animali che a noi umani».