Claudia Aru  è la nuova direttrice artistica del Premio Vittorio Inzaina, concorso canoro con casa a Telti, comune di origine del primo cantante sardo a calcare il palco di Sanremo. Creatività e uno spazio inclusivo per voci di tutte le età, il manifesto della Aru  apre l’evento ad alcune novità che caratterizzeranno l’edizione 2026.

Intanto la valorizzazione dei cantanti emergenti, percorsi didattici didattici di formazione e tour promozionali.

«Il premio si aprirà a cose nuove  -  spiega la Aru - in sinergia con gli ideatori della manifestazione che mi hanno scelto e dato fiducia. Per cominciare  si farà in modo di celebrare e far conoscere il più possibile  la figura di Vittorio Inzaina e poi si darà a tutti la possibilità di esprimersi e farsi conoscere, dai bambini ai ragazzi fino ai senior  o “giovani da molto”, come mi piace dire. Perché il canto – e l’arte in generale – rende giovani, non ha età ed è patrimonio di tutti».

Nel suo impianto, il concorso rimarrà simile alle scorse edizioni: una tre giorni di gare tra inediti, editi e cover in qualsiasi idioma, dall’italiano al sardo e all’inglese; diversi gli eventi collaterali e la conferma del Premio speciale “Isola  In..cantata” (a una personalità di rilievo della cultura sarda), l’anno scorso assegnato al celebre tenore Francesco Demuro. «Il nostro Premio è ormai una realtà affermata, ma per continuare a crescere servono visioni nuove e coraggio – commenta sui social presentando la novità, l’Assessore Matteo Sanna – Come ideatore di questo progetto, sono onorato di accogliere una professionista del calibro di Claudia, una scelta che nasce da un’intesa profonda e da un lavoro di squadra condiviso con Giada Inzaina, G. Mario Inzaina e la presidente della Pro Loco Marilena Suelzu».

Laurea al DAMS di Bologna e in canto jazz al Conservatorio di Cagliari, Claudia Aru è presente in tutte le principali pubblicazioni relative alla musica sarda in Italia e all’estero. Voce tra le più rappresentative dell’Isola, con un’intensa attività concertistica in Sardegna e in Italia,  ha portato il suo progetto in diverse capitali europee. Nel 2016 è ospite ad Osaka in Giappone nell’l'Istituto Italiano di Cultura. Nel novembre 2017 si esibisce presso l'Istituto di Cultura di Pechino e Shanghai, nel 2018 a Bangalore in India e nel gennaio 2020 a Lima, in Perù, sempre per l'Istituto Italiano di Cultura. Nel 2020 partecipa a un progetto di scambio culturale e supporto psicosociale nel campo profughi di Hamdallaye, a Niamey, capitale del Niger e nel 2023 torna al Thai Folk Fest, esibendosi in 13 città della Thailandia. Diverse le collaborazioni musicali con artisti sardi di spicco, fino alla realizzazione del suo primo lavoro discografico da solista dal titolo “Aici”, seguito da “A Giru, a Giru”, “Momo” e “ARU”.  Nel 2024 il suo primo documentario per Rai Sardegna dal titolo In Tundu, in cui porta il suo metodo di insegnamento dentro la favela di Morro Cantagalo a Rio de Janeiro e Lobato a Salvador de Bahia.

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