Francesca Speranza è volata a Misano Adriatico per la cerimonia conclusiva del Premio “Fratelli Grimm” 2025, organizzata dall'Associazione Cirqo.

La scrittrice di Siniscola ha, infatti, conquistato il primo premio con la raccolta “Sette racconti in punta di cuore”, affermazione particolarmente significativa per l'autrice baroniese e conferma del talento nel panorama della letteratura dedicata all'infanzia e all'adolescenza. La raccolta propone sette storie capaci di parlare contemporaneamente ai più giovani e agli adulti, affrontando temi universali attraverso uno stile essenziale, poetico e privo di retorica. Proprio questa cifra stilistica ha convinto la giuria del Premio “Fratelli Grimm”, che ha voluto premiare un'opera in grado di coniugare qualità letteraria e valore formativo.

Particolarmente apprezzato è stato il racconto “Il bambino trasparente”, considerato il cuore emotivo della raccolta. Attraverso la vicenda di un bambino convinto di essere invisibile agli occhi del mondo e il suo incontro con una bambina non vedente, Francesca Speranza affronta con delicatezza temi di grande attualità come la solitudine giovanile, il bisogno di ascolto e l'importanza del riconoscimento dell'altro.

Una metafora intensa che invita a guardare oltre le apparenze e a riscoprire il valore dello sguardo interiore. Le radici della scrittura di Francesca Speranza affondano nella sua terra, la Sardegna, e in un percorso personale nato dalla passione per la lettura e maturato durante l'esperienza della maternità. Quello che inizialmente era un dono dedicato alla figlia Aurora si è trasformato nel tempo in una produzione letteraria capace di raggiungere lettori di ogni età e di ottenere apprezzamenti ben oltre i confini regionali. Francesca Speranza ha portato la sua Siniscola nella premiazione di Misano Adriatico, un evento che ha rappresentato anche un importante momento di incontro e condivisione tra autori provenienti da tutta Italia; le letture pubbliche dei testi finalisti hanno evidenziato il ruolo fondamentale della letteratura come strumento di crescita, dialogo e inclusione.

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