Sostare nel paesaggio non in un rapido transito, ma risiedendoci con attenzione e leggendolo pure nei suoi mutamenti: a Sant'Antioco proseguono anche ad agosto le iniziative di "Approdi ‒ Al confine tra arte e natura", programma di attività interdisciplinari firmata da Ottovolante Sulcis e parte del progetto MuseoDiffuso.exe del Comune.

Dopo una prima occasione a inizio mese con lo "star party" a cura della Società Astronomica Turritana, tocca questo giovedì alla performer, artista sonora e curatrice penisolana Diana Lola Posani far da protagonista per ben due eventi nella giornata: si comincia già alle 7 con la performance "Scream as if your organs were made of glass" nella spiaggia di Co'e Cuaddus, in un progetto costruito quasi interamente sulla voce dell'artista, che dà avvio all'esibizione di spalle rispetto al pubblico e nell'unico, visibile gesto di un lento voltarsi di fronte a esso.

A metà tra canto e urlo l'intensità cresce progressivamente, fino a creare una travolgente esperienza ipnotica che senza parole, né narrazione, trova infine una voce in preda alla paura che arriva a riaffermare sé stessa. E a Torre Canai, sempre Posani tiene dalle 18 il laboratorio pratico di "Deep Listening", basato sull'omonimo metodo ideato dalla compositrice Pauline Oliveros ‒ di cui proprio Posani è traduttrice italiana ‒ nell'allenare la percezione ad ampliare l'ascolto: i partecipanti vengono coinvolti così in esercizi collettivi di memoria, immaginazione e attenzione

A chiudere questa settimana di programmazione sarà però "Strata – Fields of unknown turbulence", performance creata a quattro mani dall'artista e ricercatore Alessandro Carboni e dal musicista e compositore Danilo Casti: in scena al Forte Su Pisu per sabato 22 alle 21:30, centrale al lavoro è il ruolo dell'incertezza nel processo creativo e la sua trasformazione da limite a possibilità, nell'influenza reciproca e continua evoluzione di suono, spazio, oggetti e relazioni. Così come lo è il concetto di "unknowing", l'inconoscibile di uno spazio ancora indefinito che diventa spazio fertile per la scoperta, con il pubblico che viene invitato a vivere l'incertezza come occasione di conoscenza

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