Dalle gocce agli oceani
Lo scrittore Tristan Gooley nel suo ultimo libro ci guida nella conoscenza dell’acquaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'acqua esercita da sempre un fascino profondo sull'essere umano: è allo stesso tempo elemento fondamentale della vita e abisso marino in cui perdersi, simbolo di purificazione e di rinascita e qualcosa di misterioso, di fondamentalmente inafferrabile per il fatto stesso di essere liquido. Per la cultura occidentale, per il pensiero e l’arte, l’acqua è stato sempre il punto di partenza. “Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque” racconta uno dei versetti iniziali della Genesi biblica. E “l’acqua è il principio di tutte le cose” affermava il greco Talete, padre della filosofia, più di 2500 anni fa. Sempre per gli antichi Greci Oceano era la divinità precedente agli dei dell’Olimpo, prima di Zeus e di Afrodite, di Ulisse e della guerra di Troia, prima della storia. Oceano era acqua in costante movimento proveniente dal nulla e al nulla diretta, avvolgeva cielo e terra e si estendeva dal Sole all’oscurità dell’oltretomba. L’acqua viene quindi interpretata come spartiacque fisico tra due mondi, quello terreno e quello liquido, ma anche simbolico, tra salvezza e perdizione. Allo stesso tempo passaggio per metterli in comunicazione, legarli e confonderli.
Poi c’è tutto l’aspetto concreto dell’acqua, soprattutto in tempi come i nostri di riscaldamento climatico. Quando si parla di acqua e del suo controllo, è necessario, infatti, guardare al contesto globale in cui viviamo: il nostro pianeta sta attraversando una crisi climatica molto importante e le trasformazioni ambientali colpiscono in maniera decisiva proprio le risorse di acqua. Il fenomeno della desertificazione è in crescita in alcune aree del mondo e l’erogazione di acqua alle popolazioni diventa sempre più difficile ed essenziale. Forse qualcosa insegnano i versi di una grande poetessa dell’Ottocento, Emily Dickinson che scrisse che “l'acqua è insegnata dalla sete”. Insomma, dal bisogno più primario che ci sia.
Eppure, nonostante tutto questo immaginario sull’acqua e tutta questa enfasi su quanto sia fondamentale per la nostra vita, quasi mai ci fermiamo ad osservarla, quasi mai prestiamo attenzione a come modella e trasforma il mondo attorno a noi. In Leggere l’acqua (Altrecose, 2026, pp. 396, anche e-book. Traduzione di Sara Barbera e Sharon L. Wood), lo scrittore ed esploratore inglese Tristan Gooley ci offre una guida per conoscere questo elemento fondamentale per la vita dalle gocce agli oceani. Gooley si dedica, infatti, a fiumi, laghi, torrenti impetuosi di montagna, mari sconfinati, ma anche pozzanghere e gocce d’acqua, tutti accomunati dallo stesso elemento. E li osserva partendo dal metodo di “orientamento naturale” che lo ha reso una garanzia di chiarezza nel racconto delle scienze del paesaggio.
Come scrive Gooley nel volume: «Si può osservare la stessa distesa d’acqua, giorno dopo giorno, per un anno intero, e non vederla mai due volte uguale. Come può qualcosa in apparenza così uniforme essere in fondo sempre così diverso? E cosa significano le differenze che notiamo nell’acqua da un giorno all’altro, da un posto all’altro? Questo libro parlerà degli indizi materiali – i segni, i disegni e i motivi – da cercare nell’acqua, che sia quella di una piccola pozzanghera oppure l’immensità dell’oceano che scrutiamo dalla costa. È questo l’orientamento naturale: analizzare uno dopo l’altro gli elementi che un escursionista incontra sulla sua strada. Il terreno, il cielo, le acque, le piante e gli animali vengono trattati singolarmente, permettendo così a tutti di familiarizzare con gli indizi che offrono. Dagli uadi dell’Oman ai ghiacci dell’Artico, Gooley insegna un metodo pratico per trasformare ogni lettore in un esperto di onde, zampilli e cascate. “Leggere l’acqua”, capirne la sostanza, riconoscerne i movimenti è, quindi, non solo essenziale per chi deve affrontare le grandi traversate oceaniche o progettare dei ponti, ma anche affascinante e sorprendente per chi, come tutti noi, sotto la doccia o lungo fiumi cittadini si faccia venire delle curiosità. O per chi se le farà venire leggendo questo libro.
