Fotografie, documenti, filmati e qualche oggetto allestiti per far conoscere una delle pagine più complesse della storia del Novecento: i crimini nazifascisti commessi in Italia e all'estero sulla popolazione civile e sui militari italiani, dopo l'armistizio del 1943. Si chiama ‘Nonostante il lungo tempo trascorso…’, la mostra inaugurata questa mattina al Museo archeologico di Olbia, curata dal procuratore generale militare, Marco De Paolis, che nel 2002 ha avviato la più fervida stagione giudiziaria dei processi ai criminali di guerra, riaprendo 659 fascicoli archiviati nel 1960 con un provvedimento illegittimo e occultati nel cosiddetto “armadio della vergogna” fino al 1994, che ha mandato alla sbarra i responsabili delle stragi nazifasciste compiute durante la guerra di Liberazione.

Realizzata dalla Procura generale presso la Corte militare d'appello e dallo Stato maggiore Difesa, con l'alto patronato del Presidente della Repubblica, l'esposizione è stata presentata a Olbia alla presenza delle autorità civili e militari: a tagliare il nastro insieme a De Paolis, anche il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, la prefetta, Grazia La Fauci, il comandante del Comando marittimo autonomo ovest della Marina Militare, ammiraglio di divisione Enrico Pacioni, e la direttrice del dipartimento dell'Innovazione dell'università di Sassari, Lucia Giovannelli.

«La mostra nasce dalla mia esperienza professionale che ho condotto, a partire dagli anni Novanta, su tanti crimini di guerra e ho pensato che era necessario documentare per far conoscere il sacrificio che il nostro Paese ha dovuto compiere per diventare uno Stato democratico», ha spiegato De Paolis, che si commuove ancora quando racconta di bambini uccisi e soldati trucidati.

La mostra si articola in quattro sezioni: una dedicata ai crimini di guerra sui militari, con postazioni video interattive tra mappe dei luoghi teatro delle stragi e schede dei principali episodi; la seconda, dedicata alla storia dei deportati con pannelli grafici sul tema dell'internamento nei lager e del lavoro coatto; la terza, dedicata ai crimini di guerra sulla popolazione civile e l’ultima ai processi, dal dopoguerra a oggi, nelle tre fasi storiche, con le schede dei procedimenti e delle sentenze e i volti degli storici e dei giuristi.

Dopo quattordici tappe, la prima, nel 2021 a Roma, all'Altare della Patria, la mostra arriva a Olbia e sarà visitabile gratuitamente fino al 25 settembre.

«Siamo lieti di ospitare questa mostra e ci spenderemo con ogni iniziativa per invitare le amministrazioni degli altri territori a venire visitare per dare l'opportunità a tutti i giovani di scoprire quello che è stato commesso e di capire quello che non va fatto», ha commentato Nizzi.

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