Essere piccoli oppure adolescenti negli anni Sessanta e Settanta del Novecento ha significato un po’ per tutti trascorrere del tempo davanti al tubo catodico della televisione aspettando la Tv dei ragazzi. Di cosa si trattava? Lo spieghiamo rapidamente per i più giovani: era un contenitore di programmi dedicati agli under 16 all’incirca, un contenitore che occupava la fascia pomeridiana dalle 17 circa fino alle 19. In quel lasso di tempo venivano proposti telefilm (gli antenati delle odierne serie Tv), cartoni animati e soprattutto programmi pensati appositamente per ragazzi e ragazze. Programmi che dovevano intrattenere, divertire, ma anche educare, proporre nozioni e informazioni. Erano trasmissioni che la Rai creava con il preciso scopo di offrire una base di formazione a quelle che erano le generazioni del futuro. D’altronde la televisione di Stato, in quegli anni, aveva ben chiaro il suo compito di servizio pubblico e gli indici d’ascolto e la concorrenza delle Tv private era ancora molto al di là da venire.

Di questa epoca d’oro della televisione italiana, in cui l’intento educativo sapeva coniugarsi con l’intrattenimento intelligente, fu uno dei massimi protagonisti Marco Dané che ha deciso di rievocare e raccontare la Tv dei ragazzi nel bel volume Se potessimo fare un gioco (Manni, 2026, Euro 14,00, pp. 112, anche e-book).

Marco Dané (foto concessa)
Marco Dané (foto concessa)
Marco Dané (foto concessa)

Dané è stato un vero e proprio compagno di divertimenti per un paio di generazioni di ragazze e ragazze. È stato, infatti, un protagonista dei programmi televisivi per piccoli e giovani come autore e conduttore, dall’esordio nel 1969 con Il paese di Giocagiò, programma a cui collaborava Gianni Rodari, a Trentaminutigiovani, il tg per ragazzi di Rai2, a Tandem negli anni Ottanta con Fabrizio Frizzi, fino al ruolo di giudice in Paroliamo (in Rai e poi all’interno di Non è la Rai di Gianni Boncompagni). Come scrive Marco Dané nel libro: «La televisione per bambini era diventata il mio mondo. E per molti bambini, quella televisione è stata una finestra sul possibile. Abbiamo parlato con loro, non solo per loro. Abbiamo giocato, raccontato, cantato, spiegato, ma abbiamo anche ascoltato. E quando oggi un adulto mi ferma per strada e mi dice: ‘Io ti guardavo da piccolo, mi hai insegnato a sorridere’, sorrido anch’io. Perché so che in quel viaggio, io non ero solo. Eravamo in tanti. E tutti abbiamo imparato qualcosa».

La copertina del libro
La copertina del libro
La copertina del libro

Partendo da questo assunto Dané ripercorre nelle pagine del libro le sue trasmissioni, programmi che hanno segnato intere generazioni, restituendo la magia dei personaggi come Signor Coso, Scarabocchio, Buendìa, il Pagliaccio... Insomma, un racconto che diventa un viaggio nella storia della Tv per ragazzi e una scoperta delle prime sperimentazioni tecniche, come l’evoluzione dei mezzi di ripresa, l’elettronica, le nuove possibilità di interazione con i telespettatori. Il risultato è un volumetto che, per tanti adulti di oggi, è un ponte con l’infanzia: una galleria di ricordi, emozioni e nostalgia ma anche la dimostrazione di come la fantasia, il gioco e l’intrattenimento possano essere una cosa seria e formativa.

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