Istituzioni, esperti tecnici, imprese e associazioni stamattina al lavoro nella sede del Cacip, a Macchiareddu, per definire il futuro della laguna di Santa Gilla.
Il confronto promosso dalla Città Metropolitana ha visto la partecipazione numerosa dei rappresentanti di tutti i principali portatori di interesse del territorio. Oltre al Cacip che ha ospitato l’evento, la Regione Sardegna, le amministrazioni comunali di Elmas e Capoterra, il Consorzio di Bonifica Sardegna Meridionale, l’Università di Cagliari, Agris, Legambiente, Fiab, il Fai e il Consorzio Ittico Santa Gilla.

«Quello di oggi è un incontro importante perché comincia ad emergere in modo concreto la visione strategica che attraverso il Contratto di Laguna tra tutti gli stakeholder consentirà la gestione partecipata del compendio lagunare di Santa Gilla e la sua valorizzazione dal punto di vista ambientale, economico e turistico», ha detto il vicesindaco metropolitano e consigliere delegato all’Ambiente Roberto Mura nel suo intervento in apertura dei lavori. «Il prossimo passo – ha annunciato Mura - sarà la sottoscrizione, entro il mese di marzo, del protocollo d’intesa che aprirà la strada verso la firma del Contratto di laguna».
Il laboratorio, organizzato in collaborazione con Poliste Srl Società Benefit, è stato gestito con l’innovativa metodologia certificata European Awarness Scenario Workshop – EASW®, che ha visto il coinvolgimento dei partecipanti in un’attività di individuazione degli scenari futuri e di pianificazione delle azioni prioritarie, sia attraverso gruppi di lavoro che mediante momenti di riunione plenaria.

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