Dall’autunno alla tarda primavera Ied Cagliari apre le sue porte alla città. Giovedì 29 ottobre prende il via BookLab, la rassegna di incontri con autori e autrici per esplorare il mondo della narrativa e del design, dalla comunicazione e della cultura visiva, della natura e del territorio.

Negli splendidi spazi di Villa Satta in viale Trento, tra il giardino e le aule, i libri non si presentano soltanto: si aprono, si discutono e diventano un punto di partenza per nuove idee. È il modo in cui una scuola di design guarda alla lettura — learning by doing, pensiero creativo — mettendo chi scrive a confronto con studenti, docenti e comunità.

Tra gli ospiti della rassegna Diego Fontana, Massimo Lumini, Francesco Abate, Benedetta Gori, Costanza Brogi.

Ma ad aprire le danze sarà Lucio Aru, che giovedì 29 ottobre, a partire dalle 18, dialogherà con Ciro Auriemma attorno al suo Gent’Arrubia, per un appuntamento in collaborazione con l’associazione Le affinità elettive e bookcorner a cura de La Feltrinelli Cagliari (via Roma).

Gent’Arrubia, edito dall’indipendente siciliana Apalós, è il felicissimo esordio nella narrativa di Lucio Aru, autore che arriva da un lungo e fertile percorso nella fotografia e nella direzione creativa, settore fashion. Il romanzo racconta la storia di Pietro, agente della polizia penitenziaria nel supercarcere dell’Asinara, che vive nel silenzio e nell’ordine della divisa per tenere lontani i fantasmi di una famiglia spezzata. L’arrivo di Nikolaj, detenuto russo fragile e magnetico, incrina ogni sua certezza: la diffidenza iniziale diventa un’attrazione che nessuno dei due riesce a controllare. Tra le regole rigide del carcere, la tensione di una rivolta e il vento dell’isola, Pietro dovrà scegliere se continuare a nascondersi o affrontare ciò che è.

«Con BookLab - spiega la direttrice di IED Cagliari Diana Bertinetti - vogliamo che Villa Satta diventi una casa aperta alla città, con i libri come occasione di confronto per i nostri studenti, i docenti e la comunità. Per una scuola di design leggere significa già progettare: ogni autrice e ogni autore che ospiteremo porta uno sguardo, un linguaggio, un territorio, e il nostro compito è trasformare questi incontri in laboratori di idee — è ciò che il nome stesso della rassegna racconta. Ringrazio tutti gli ospiti e i partner che hanno scelto di accompagnarci in questo primo anno di BookLab.»

BookLab prosegue poi a dicembre con Diego Fontana, copywriter, docente e autore, per un incontro sulla più stretta e controversa attualità, grazie al libro Offline. Il potere dell'Intelligenza Artigianale, nell'era degli algoritmi. Attraverso storie sorprendenti, tra comunicazione, cinema, letteratura e strategie di mercato, il libro esplora le possibilità di esistere al di fuori delle piattaforme digitali, per scelta etica o pragmatismo, fino ad approdare a un’idea alternativa di innovazione: l’Intelligenza Artigianale.

Ad aprire il nuovo anno sarà invece Massimo Lumini, architetto, docente e libero ricercatore, esperto in progettazione per il product design in chiave eco-sostenibile. Nel suo WunderCAD-CAMmer, Lumini affronta il mondo delle tecnoscienze aprendo un dialogo tra natura, tecnologia e creazioni artificiali che plasmano la nostra epoca.

A febbraio salirà in cattedra Francesco Abate, il decano degli scrittori cagliaritani, per portare in scena il suo ultimo fortunatissimo romanzo: Gli indegni, travolgente e malinconico racconto di una giovinezza da irregolari negli anni ’80.

A marzo riflettori puntati su Botanica nascosta e sulla sua giovane autrice: Benedetta Gori, ricercatrice, influencer e divulgatrice scientifica, che da anni si impegna a suscitare curiosità e consapevolezza sulle complesse relazioni che legano piante ed esseri umani. Attraverso uno sguardo che unisce etnobotanica, cucina e autobiografia, Botanica nascosta esplora il valore ecologico e nutrizionale di piante capaci di adattarsi a suoli poveri, siccità e condizioni climatiche estreme.

Nuovo appuntamento poi in aprile con Costanza Brogi, autrice e studiosa di cultura giapponese, che da oltre dieci anni si occupa di horimono, il tatuaggio tradizionale nipponico. Il suo L'Arte del Tatuaggio Giapponese - Storia e Cultura del Wabori, è un viaggio coinvolgente nel mondo dei tatuaggi tradizionali giapponesi, dove la pelle diventa una vera e propria tela su cui sono dipinte storie, identità e simboli.

(Unioneonline)

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