Omaggio di Oschiri ai fratelli Paolo e Placido Cherchi e alla loro eredità culturale
Stasera e domani le giornate di studio dedicate ai due illustri intellettuali nati in paese negli anni TrentaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Due fratelli nati negli anni Trenta in un paese agropastorale della Sardegna diventati illustri intellettuali, protagonisti di percorsi accademici che hanno dato un contributo significativo alla filologia, agli studi letterari, all’antropologia, alla filosofia e alla critica d’arte. Oschiri con l’evento “Fraes Cherchi” rende omaggio, con due giornate di studio che iniziano questa sera, a Paolo e Placido Cherchi. L’iniziativa, organizzata dal Comune in collaborazione con l’Associazione Amistade, si terrà al teatro comunale. «Ricordare insieme Paolo e Placido significa riconoscere due percorsi intellettuali diversi che, dalle stesse radici, hanno saputo parlare al mondo – dichiara il sindaco Roberto Carta –. Paolo attraverso i testi e le letterature, Placido attraverso l’antropologia, la filosofia e l’arte, ci hanno mostrato quanto una cultura possa aprirsi al confronto e contribuire al sapere universale mantenendo vivo il legame con la propria terra».
Paolo Cherchi, nato a Oschiri nel 1937 e scomparso a Chicago nell’aprile di quest’anno, è stato uno dei maggiori filologi romanzi italiani tra Novecento e Duemila. Dopo gli studi all’Università di Cagliari e il dottorato a Berkeley, ha svolto gran parte della propria attività all’Università di Chicago, della quale è divenuto professore emerito. Nel 2016 è stato eletto socio straniero dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Il fratello Placido, nato due anni più tardi e scomparso nel 2013, ha sviluppato un percorso nel quale antropologia, filosofia e critica d’arte si intrecciano profondamente. Nei suoi lavori sull’identità sarda ha affrontato il rapporto fra lingua, memoria e trasformazioni storiche, gli effetti della subalternità culturale e i processi attraverso i quali una comunità prende coscienza del proprio valore.
Il programma si apre stasera alle 18 con l’introduzione del sindaco Roberto Carta seguita dalla presentazione del volume di Silvano Tagliagambe “Placido Cherchi. La cultura dell’ologramma”, con l’intervento dell’autore, professore emerito di Filosofia della scienza.
Domani, dopo i saluti istituzionali alle 10,30, sarà presentato il libro ’Pagine Sarde” di Paolo Cherchi curato da Dino Manca. Interverranno Roberto Carta, sindaco di Oschiri, Emiliano Deiana, scrittore e sindaco di Bortigiadas, e il giornalista Paolo Ardovino. Al termine della presentazione, lo scultore Venceslao Mascia illustrerà il proprio progetto artistico dedicato agli oschiresi illustri, che prenderà avvio proprio dalla figura di Paolo Cherchi.
Alle 18 la tavola rotonda “L’eredità di Paolo Cherchi tra erudizione, filologia, letteratura, identità”, con Paolo Maninchedda, professore ordinario di Filologia romanza all’Università degli Studi di Cagliari, e Nadia Cannata, professoressa ordinaria di Linguistica italiana alla Sapienza di Roma.
«Con queste giornate vogliamo restituire alla comunità oschirese e alla Sardegna la ricchezza della loro opera e trasmetterla alle nuove generazioni. – conclude Carta – La loro eredità ci affida una responsabilità: continuare a studiare, a interrogarci e a riconoscere nella nostra cultura una risorsa viva per costruire il futuro. L’ambizione della nostra Amministrazione è che queste due giornate non rappresentino un punto di arrivo, ma l’inizio di un impegno destinato a proseguire nel tempo. Sono infatti in fase di ultimazione nuove opere inedite di Paolo Cherchi, che, una volta pubblicate, intendiamo presentare proprio a Oschiri. Parallelamente, stanno per vedere la luce nuovi studi dedicati al pensiero e all’opera di Placido Cherchi, condotti da ricercatori di diversi atenei italiani, che saranno anch’essi presentati nel nostro paese».
