Un duro scontro
Caffè Scorretto
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Sì o No. Due avverbi che hanno diviso l’Italia. Oggi e domani siamo chiamati a esprimere la nostra preferenza per l’uno o per l’altro. Se prevarrà il primo la riforma della Giustizia diventerà legge e qualcosa cambierà: in meglio secondo il governo, in peggio secondo l’opposizione. Giudizi, entrambi, viziati dalla passione politica, che ha marchiato a fuoco la campagna elettorale referendaria. È scontato che i politici siano chiamati a esprimere opinioni e a fare propaganda. Fa parte del loro mestiere. Meno scontato e deplorevole che lo facciano i magistrati, che scendono così dal loro piedistallo per mischiarsi nella rissa. Quando però lo scontro si fa duro le truppe ordinarie non bastano. Allora si richiamano al fronte i riservisti e si arruolano soldati di ventura, che per illusoria valutazione ricoprono il ruolo di pesci guida nella società. E una valanga precipita a valle: abilmente manipolati dai media, a loro volta schierati, attori, attrici, scrittori, cantanti, teatranti, comici, ballerine, personaggi televisivi, influencer e umanità varia purché a qualunque titolo nota, vengono sollecitati a dire Sì o No. Tutti specchietti per le allodole utili a trarre in inganno mistificando la verità. La mistificazione è da sempre un’arma parapolitica di cui, va detto con sincerità, la sinistra conosce meglio della destra i meccanismi e se ne serve con abilità.
